Tutto e subito è ispirato a un fatto di cronaca avvenuto a Parigi nel 2006, che ha suscitato raccapriccio per la sua efferatezza e un ampio dibattito sulla condizione giovanile. Basandosi sugli atti del processo e sulle testimonianze dirette delle persone implicate, l'autore descrive il sequestro, la detenzione e la morte di Élie, un ragazzo ebreo, per mano di una banda di piccoli criminali di periferia, quasi tutti musulmani e immigrati di seconda generazione. La scrittura è scarna, priva di psicologismi o considerazioni moralistiche. Lo stile veloce da thriller, più efficace di ogni commento, mostra ciò che la Arendt chiamava la "banalità del male": le sevizie, l'insensibilità di carcerieri poco più che adolescenti nei confronti della vittima inerme e ridotta a merce di scambio, la prolungata agonia di quest'ultima, il silenzio di chi conosce la verità e tace per stupidità o ignavia. Alla fine i colpevoli saranno individuati dalla polizia, compreso Yacef, becero capo assoluto della cosiddetta Gang dei Barbari, fuggito in Costa d'Avorio ma "tradito" da un membro della famiglia. La storia avvince completamente il lettore, che assiste impotente alla fine annunciata di Élie e scopre in presa diretta il vuoto culturale e il degrado morale cui vanno incontro i tanti giovani abbandonati a loro stessi, relegati nelle periferie a vivere di espedienti e traffico di droga, senza alcuna aspirazione se non i soldi facili.
Dall’idea all’oggetto: come nasce un libro? Chi legge i manoscritti? Che caratteristiche deve avere un testo per essere pubblicato? Chi è l’editor? Come si progetta una copertina? Come si tengono i rapporti con la stampa? Come funziona la “bottega” della casa editrice?