In principio fu la strage. I giorni più roventi della guerra tra Stato e Mafia in Sicilia culminarono con una strage che spazzò via una intera strada, uccise il giudice simbolo e vessillo di quella lotta insieme ai suoi uomini di scorta e lasciò la città di Palermo e tutto il paese storditi dallo shock.
Per l’ispettore della Mobile Salvo Riccobono, protagonista di questo noir che ha il valore di una insolita e avvincente testimonianza, su quel giorno grava anche il peso quasi insostenibile di un evento vissuto in diretta: abitava nella strada devastata dall’esplosione, ha visto i corpi dilaniati dei suoi colleghi e del giudice, ha ancora, a distanza di mesi, il puzzo del fumo e dei corpi bruciati impresso nella memoria insieme al fragore e al silenzio irreale che seguì. Una folla di immagini e di impressioni che lo perseguita nelle ore di lavoro alla squadra Mobile di Palermo e negli incubi che interrompono i suoi sonni brevi e inquieti. Il trauma vissuto gli ha iniettato come un veleno nel sangue, una rabbia nell’anima e la determinazione ostinata a cercare un riscatto e una vendetta che va oltre la pura esecuzione del suo incarico istituzionale.
Ma la ricerca del “nemico” si svolge necessariamente attraverso il lento e sfibrante stillicidio di giornate passate a vagliare il minimo indizio, ore spese in lunghe poste di osservazione a spiare un movimento inconsueto a un angolo di strada, nel registrare una faccia stranamente familiare o un gesto incongruo e rivelatore. E’ questa la vita quotidiana di Salvo ( nome in codice Tex – da Tex Willer), fatta di lavoro a oltranza in stanze annebbiate dal fumo, scambi di battute con i colleghi, un piccolo gruppo che rappresenta in certo modo anche la sua famiglia: Cico, corpulento e sanguigno, Tito appassionato di scacchi, Pe’ esperto di intercettazioni, Bialetti che sogna di vincere al totocalcio, Lando con la sua idea fissa delle donne, Sardina grande esperto di informatica e il Capo un omone con i baffi che pare mangiafuoco, all’apparenza burbero ma sempre pronto a difendere i suoi uomini. Poi ci sono gli amici, Radek e Santi, con i quali Salvo passa le serate in un pub o a casa a farsi un piatto di spaghetti in compagnia con qualche birra e due chiacchiere; sullo sfondo una donna con la quale una storia c’è stata e ora non c’è più.
Ma il centro e il vero fuoco del lavoro della squadra, sta nella “sala ascolto” dove vengono studiati e esaminati i nastri delle conversazioni intercettate. Un ambiente chiuso e asfittico, simile a una sala macchine che sferraglia nelle viscere di una nave, dove si passano giornate intere a riascoltare e studiare le parole dei sospetti, captare ogni inflessione e vaga allusione che possa costituire un elemento prezioso per le indagini. Un lavoro che porta alla lunga i suoi frutti. Un probabile latitante viene individuato e parte la caccia. Appostamenti, pedinamenti e ascolto, sempre ascolto, incrocio dei dati, verifiche e controverifiche, fino all’operazione decisiva della cattura del latitante al termine di un lavoro di pazienza e ricostruzione nonostante l’intralcio delle beghe amministrative e le ingerenze di altri settori delle forze in campo, fra rivalità e difficoltà a produrre fatti concreti che autorizzino l’azione. E con la cattura anche grazie agli elementi forniti dalla testimonianza di un pentito, si presenta puntuale e letale il rischio di rappresentare ormai un obiettivo già del mirino della cosca.
In questa storia che pesca direttamente da una esperienza di vita e di lavoro vissuta, l’autore alla sua seconda prova nel genere Noir, ci introduce in un universo reale poco noto e assai interessante e che di solito la cronaca giornalistica lascia nell’ombra. Attraverso il lavoro di pazienza e di sfibrante osservazione del protagonista viene fuori una dimensione umana fatta di dedizione silenziosa e tenace, uno spirito di sacrificio che si spende sul filo di giorni e di notti con costanza e determinazione e che arriva fino a subire l’agguato. Un rischio mortale consapevolmente accettato e raramente riconosciuto, nelle strette del quale Salvo è pronto ogni volta a riprendere una strada fatta di dovere, pazienza, ostinazione, un passo dopo l’altro con il suo carico di amarezze, stanchezza e momentanee vittorie che grava sulle spalle.
Scheda di Giovanna Bentivoglio