Come le sue colleghe Scoppettone e Pelletier, la prima americana e la seconda francese, anche Gebbia possiede qualità di umorismo e di suspense. E’ spiritosa e racconta molto bene gli ambienti in cui colloca la sua indagine.
Siamo in pieno Mediterraneo, nell’isola di Ustica, è il morto questa volta è finito in mare, anzi è stato probabilmente gettato dal traghetto proveniente da Palermo.
L’indagine si svilupperà quindi nell’isola di Ustica, in mezzo a turisti tedeschi, isolani sospettosi e vacanzieri in cerca di avventure sentimentali. I “titolari” dell’indagine sono due spassosissimi giovani fratelli palermitani: lei cicciona e innamorata di un giocatore del Palermo e lui annoiato e brontolone, ma costretto a seguire la vulcanica sorella detective per caso.
Il risultato è un giallo pieno di suspense, ma soprattutto un divertentissimo racconto di una doppia “caccia all’uomo”, intesa nel doppio senso di caccia all’omicida e caccia al calciatore carino.