In questo romanzo, intriso di humour nero, Patrick Hamilton ha magistralmente evocato il mondo triste, avvolto dalla nebbia, dei pub londinesi, delle pensioni e degli alcolizzati, immortalando il gergo e i toni di un'intera generazione e descrivendo con efficacia i presagi di sciagura che invasero Londra nei mesi precedenti la seconda guerra mondiale.
L'esistenza di George Harvey Bone è scandita da una serie inquietante di “momenti morti”: un clic nella testa lo trasporta in un'altra vita, di cui, quando torna in sé, non sa e non ricorda niente. Una sera, per caso, George conosce Netta Longdon, e se ne innamora disperatamente. Ma Netta non è l'angelo che crede: è un’attricetta opportunista e crudele, una simpatizzante nazi-fascista, che non perde occasione per spillargli soldi e umiliarlo pubblicamente. Netta sarà anche la causa della sua discesa all'inferno. George è un uomo profondamente buono, ma tristemente solo e affamato d'amore: quando rivede John Littlejohn, vecchio amico dei tempi di scuola, la sua vita sembra prendere una svolta positiva. George vuole ricominciare, ma non sa che durante i suoi “momenti morti” l'altro sé stesso sta deliberatamente, minuziosamente architettando un piano per uccidere Netta e l'odiato Peter, uno dei numerosi amanti della donna... Hamilton riesce a comunicare con grande efficacia l'ingenuità e la solitudine bagnata di whisky, gin e birra del mansueto George, che nella sua vita ha incontrato quasi sempre le persone sbagliate