Tratto dal famoso romanzo omonimo di Massimo Carlotto, Arrivederci amore, ciao è un film diretto da Michele Soavi, con Alessio Boni, Michele Placido e Isabella Ferrari. Un grande film d'azione e di denuncia a partire dal thriller mozzafiato dell'autore di Nordest. Una storia emblematica delle torbide trame che si nascondono dietro alcuni personaggi "emergenti" dell'Italia di oggi. Violenza, corruzione, cinismo in uno stupendo romanzo noir d'azione. Per l'occasione le Edizioni E/O ripropongono al pubblico il romanzo con una nuova veste grafica nella collana Super E/O. Questo romanzo di Massimo Carlotto è il compimento di un ciclo sull'Italia nera, un romanzo dove l'autore , con il suo stile asciutto, sarcastico, lapidario, racconta la storia di un protagonista negativo di questi anni: un anti-eroe che racchiude in sé i vizi e le perversioni di un uomo simbolo di una certa Italia laida e rampante che vuole vincere ad ogni costo. La storia inizia in Sud America, dove il protagonista viene incaricato dalla guerriglia di giustiziare un suo amico, colpevole di molestie sessuali sui prigionieri. Lui esegue l'ordine senza alcuno scrupolo: sta solo pensando a come tirarsi fuori da una pericolosa e disagevole militanza rivoluzionaria che non lo interessa più in alcun modo. Era finito lì, nella giungla a combattere con la guerriglia, perché ricercato in Italia per aver ucciso un metronotte in un attentato nell'ambito della lotta armata alla fine degli anni Settanta. Per rifarsi una vita e scrollarsi di dosso il peso del passato, "vende" i suoi ex compagni in cambio di un forte sconto di pena; poi quando esce di galera fa una rapida ed esemplare carriera, sfruttando donne, truffando, esercitando ricatti, compiendo azioni criminali di ogni specie. E' bello, piace alle donne, soprattutto a quelle sole e un po' avanti negli anni. Grazie a questo fascino, al cinismo, alle relazioni sociali in un certo Nordest rampante e assetato di denaro, passa dalla marginalità alla buona società, si arricchisce, diventa un rispettabile borghese, un vincente. La parabola di quest'uomo senza principi, non è quella di una generazione che anzi ha perso mantenendo fede ai propri ideali, ma è il percorso esemplare di uno di quegli individui che hanno tradito le aspirazioni e i sogni degli anni Sessanta e Settanta, solo per l'interesse personale. Arrivederci amore, ciao è anche una storia esemplare di quel processo di accumulazione primitiva di capitale che avviene sotto i nostri occhi in Italia, in particolare nel Nordest, e che mischia con disinvoltura mezzi legali ed illegali, come ha acutamente osservato Gianfranco Bettin in un recente articolo sul Manifesto.
NOTA SULL'AUTORE
Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto, oltre ad Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), i romanzi: La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah e nel 2009 Perdas de Fogu insieme al gruppo di scrittori riunito sotto la sigla Mama Sabot. I suoi libri sono pubblicati in vari paesi. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.
Dall’idea all’oggetto: come nasce un libro? Chi legge i manoscritti? Che caratteristiche deve avere un testo per essere pubblicato? Chi è l’editor? Come si progetta una copertina? Come si tengono i rapporti con la stampa? Come funziona la “bottega” della casa editrice?