«Théo non c’era più, accanto a lei. Ma nel letto il suo posto era ancora caldo». Così svaniscono i marinai e, assieme a loro, i sogni d’amore. Ancora una volta la speranza si ferma in fondo alla banchina del porto. Una volta di troppo per Marion... Vivere stanca. Gianni già lo sa. Ex militante della lotta armata in Italia, rifugiato a Marsiglia, viene un giorno aggredito da due skinhead con un cane lupo. Non può reagire, ormai ha una famiglia, ha ripudiato il terrorismo. Deve subire l’umiliazione, la violenza... È vita questa? Lo stesso vale per Osman, vittima del razzismo quotidiano. Per Gérard, portuale rimasto senza lavoro che vede le sue illusioni affondare nelle acque nere del porto. E per Aurore e per Giovanni, eroi loro malgrado di questi fatti di cronaca che sanno di tragedia. In questi brevi racconti Jean-Claude Izzo ha condensato il suo mondo: Marsiglia con il porto, la città rifugio degli esiliati, la crudeltà della vita, l’incapacità degli uomini di amare e di capire, la violenza e il razzismo. Il testamento amaro e straziante di un grande scrittore.
NOTA SULL'AUTORE
Jean-Claude Izzo, per metà italiano e per metà spagnolo, è stato libraio, bibliotecario, venditore ambulante, giornalista, inviato per La Marseillaise e autore per il cinema e la televisione. Ha esordito come poeta con una raccolta dal titolo Le réel au plus vif. Ha ottenuto il successo letterario con la trilogia dei noir marsigliesi. L'autore è scomparso nel gennaio 2000.
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