Una grande città, un improvviso blackout. E nel buio di questa notte forzata prende inaspettatamente forma un incubo: una bambina scompare. Rachel, nove anni, carnagione scura e ricci biondi, esce in strada per chiamare aiuto e sparisce come inghiottita da tutto quel buio. “Un viso d’angelo” titolano i giornali, che appena si diffonde la notizia si accalcano insieme ai curiosi per carpire voci, volti, dettagli, indiscrezioni. In mezzo a questo caos umano di sconosciuti in borghese e in divisa, la madre Celia, pianista spiantata e senza altro punto fermo nella vita che la figlia Rachel, tenta con tutta se stessa di non arrendersi al terrore e prende parte alle ricerche, gira per le strade, bussa alle case, con un senso d’angoscia sempre più lacerante.
Nell'altra metà del quadro c'è Ron, il rapitore, insieme a Nancy, la sua donna, complice involontaria di un atto che sconvolge l’esistenza di entrambi, il loro rapporto, le loro magre aspettative, concesse da una vita avara di gioie e di amore. L'amore è Rachel. Un amore insperato e per ciò stesso ancora più contagioso. Ma può mai essere legittimo, quest'amore rubato? E quando suo malgrado rivela una macchia, il guasto di una malattia, può ancora essere assecondato? In un crescendo spasmodico di suspense, la canadese Barbara Gowdy guida una storia a ritmo serrato verso l’imprevedibile finale, mettendo a nudo nella sua scrittura essenziale una complessità di pensieri, vicissitudini, sentimenti che continua a cercare risposte anche dopo l’ultima parola.