UN NOIR MEDITERRANEO DI MASSIMO CARLOTTO con CD in allegato con la colonna sonora del romanzo
Mi chiamo Redouane Rais. Sono diventato corsaro per essere libero di amare. E per essere ancora più libero mi sono fatto turco. E turca è la mano che si è presa il mio amore. E sempre turca sarà la lama che armerà al mia vendetta.
“Capitava di vedere dei fuochi e gente che si sbracciava per attirare l’attenzione delle navi corsare. Con la complicità dei cavallari e delle guardie delle torri che fingevano di non aver avvistato i nostri legni, piccoli gruppi di giovani supplicavano di poter essere portati in Barberia per farsi turchi. Non era solo la fame a spingerli, ma il fatto che ad Algeri, a Cherchell, a Tunisi e in ogni altra città corsara il destino non era deciso dalla nascita ma dalla fortuna, dal coraggio e dal valore di ognuno.”
Algeri, 1542. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della Cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. I corsari sono in gran parte dei rinnegati, europei cristiani che hanno abbracciato l’Islam, per interesse, come scelta di libertà o più semplicemente per poter saccheggiare navi e depredare le coste del Mediterraneo sotto la protezione della Sublime Porta. Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del romanzo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secondo tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto la libertà di Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie e dove credono di poter vivere indisturbati la loro storia d’amore proibita. Othmane però commetterà l’errore di invaghirsi di uno dei giannizzeri, i fanatici e spietati cani da guardia del sultano, e trascinerà anche Redouane in un gorgo di vendette, agguati, intrighi. In un’Algeri affascinante, sensuale e selvaggia, magistralmente ricostruita nella sua vivacità cosmopolita, si dipana la trama di questo romanzo di avventure che va alle origini del noir mediterraneo.
Chi: un prete cattolico e un ammiraglio ottomano. Dove: sala del Diwan, cittadella di Algeri. Quando: dialogo storicamente impossibile ma assolutamente probabile, in data incerta. Presumibilmente tra il 1568 e il 1645.
LO SPETTACOLO
Cristiani di Allah, sulla scia della precedente e fortunata esperienza della Terra della mia anima, è diventato anche uno spettacolo teatrale dove Massimo Carlotto riveste il ruolo di narratore. Ma romanzo e spettacolo non raccontano la stessa storia. Mentre il primo narra le vicende e il punto di vista di Redouane il corsaro, nel secondo è la schiava Lucia a raccontare la sua vita di schiava. Accompagnato da quattro musicisti e dalla cantante Patrizia Laquidara che dà voce al personaggio di Lucia, Massimo Carlotto racconta Algeri vista dagli occhi di coloro che vi arrivarono in catene.
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