I partigiani del libro tra gli stand, 12 dicembre 2011 11:04
C'era preoccupazione in questi giorni alla Fiera: per la chiusura di tante librerie, il calo dei fatturati, la diffusione dell'editoria a pagamento che non premia chi fa questo mestiere per passione, per l'ombra minacciosa del totalitarismo di Amazon, per il futuro incerto. Ma c'era anche la solita passione, un entusiasmo ancor più palpabile per i libri. Tra gli espositori, gli editori, i librai, gli addetti, e nel pubblico. Durante la guerra di Liberazione contro il nazismo mio padre comandava un reparto di partigiani. I suoi soldati pensavano che, nonostante le perdite e le sofferenze, il loro tenente fosse immortale perché più volte si era salvato per miracolo nel fuoco dell'azione. Penso che questa sicurezza venisse loro dal desiderio di libertà. Oggi un simile mantello d'immortalità protegge coloro che leggono i libri. In mezzo a mille difficoltà vedo la gente del libro muoversi tra gli stand della fiera come partigiani. E' il miracolo della lettura: chi legge un bel libro resta avvolto in un mantello magico. Pronto a ogni battaglia.
(Intervento pubblicato sul Corriere della Sera - edizione romana di domenica 11 dicembre 2010, pg. 18)
Più vengono attaccate le librerie, più viene penalizzata la libertà del
lettore, più sale il desiderio latente dei lettori di ascoltare chi gli
sappia dire (o chi lo ascolti dire): "questo è un buon libro".
Dall’idea all’oggetto: come nasce un libro? Chi legge i manoscritti? Che caratteristiche deve avere un testo per essere pubblicato? Chi è l’editor? Come si progetta una copertina? Come si tengono i rapporti con la stampa? Come funziona la “bottega” della casa editrice?