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Christa Wolf

In carne e ossa

Christa Wolf

In carne e ossa

gennaio 2002, pp. 148
ISBN: 9788876414879
Traduzione: Anita Raja
Area geografica: Letteratura tedesca
Collana: Dal Mondo
Disponibile in ebook Disponibile in ebook Disponibile in ebook
€ 14,00
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Il libro

Accade di entrare in questo testo di Christa Wolf, attraversarlo e, come in altri suoi testi, più che in altri suoi testi, uscirne come si esce da un'esperienza complessa, straordinariamente ricca, potentemente straniante. È quella che si potrebbe chiamare un'esperienza maestra, nel senso che il suo è un testo che esercita un'autorità imperiosa alla quale non è possibile sottrarsi: la parola di Christa Wolf chiede di spogliarsi delle coordinate abituali, di modificare la topografia dei propri punti di riferimento meccanici, fissati dalla consuetudine e divenuti abiti mentali ormai consolidati. Il semplice atto di leggere si trasforma in un varco per il quale accediamo a un orizzonte mentale e spirituale più ampio, un'avventura che procede per continue diversioni e ritorni, un cammino per il quale ci si inoltra lentamente e irresistibilmente in sentieri circolari sempre più vasti. Cos'è In Carne e Ossa? È difficile dare una risposta perché ciò che racconta è nei fatti una esperienza comune, la storia di un breve ricovero in ospedale, le complicazioni seguite a una banale appendicectomia, l'incertezza della diagnosi, il dolore, il rumore, l'andirivieni di infermiere e medici, il limbo pneumatico nel tubo claustrofobico della TAC, le fasi alterne di un grafico della febbre in costante oscillazione, le voci, le luci, le macchine, la condizione della sala operatoria, le ore del giorno e della notte, il confuso mescolarsi di veglia e sonno narcotico, dal quale emergono sogni e brani di memorie, mentre nella cavità dell'addome un ascesso resiste a ogni assalto terapeutico e persiste nel succhiare le energie vitali della malata, come un ventre gravido. Ma se fosse questo soltanto, sarebbe facile chiudere questo racconto nell'ambito di esperienze personali o indirettamente vissute e liquidarlo come una descrizione suggestiva, governata da una scrittura sapiente e magistralmente eloquente. Non è così. Avrebbe potuto trattarsi di altro, di un evento minore, addirittura infimo e irrilevante di vita vissuta o immaginata e sarebbe stato lo stesso: un'altra cosa. Il racconto della malattia serve a entrare in una dimensione della coscienza di sé che appartiene al mondo geologico. È la perlustrazione di un universo interiore stratificato, immerso in periodi ed ere che rimandano alla memoria del genere, alle radici più antiche e insondabili della sua genealogia, alle fasi scandite dalla scala evolutiva. In Carne ed Ossa è lo svelamento e la cognizione del corpo e della mente in una relazione dinamica e dialettica e nella forma di paesaggio svincolato dal tempo. Un tempo estratto dalla contingenza. Grazie alla malattia, al dolore, allo stato narcotico avviene qualcosa di misterioso che sta tra la chiaroveggenza e la rivelazione. Il corpo che si assenta nella sofferenza cessa per così dire di intralciare una elaborazione mentale lucidissima e ardita, capace di percorrere sentieri mai intrapresi, sintesi inaccessibili. Ne deriva una sapienza ulteriore in cui i ricordi, le persone e le voci che hanno abitato la vita della protagonista nei legami più stretti e inevitabilmente controversi, si collocano in una posizione di imparziale e nitida verità, perdono ogni ambiguità per stagliarsi nella loro definitiva interezza e riscattarsi attraverso il balsamo della assoluzione e della comprensione. Nella sospensione del presente e nella stretta della sofferenza del corpo, la mente si desta per sollevarsi a gradi di intelligenza ulteriori e ancestrali. Una percezione e una intelligenza che traggono vigore dalle sorgenti più oscure della specie. Il magistero di una tale esperienza, situata agli avamposti della sperimentazione dell'anima umana e che solo un talento letterario ardimentoso e potente come quello di Christa Wolf sa esprimere, restituisce al lettore il tempo presente sotto il segno di una inattesa e perdurante speranza. Quella che giace sul fondo nascosto della specie.

L'autrice

Christa Wolf
Christa Wolf (1929-2011) è la più nota scrittrice contemporanea di lingua tedesca. Tra le sue opere ricordiamo: Riflessioni su Christa T., Il cielo diviso, Cassan­dra, Premesse a Cassandra, Nessun luogo. Da nessuna parte, Sotto i tigli, Guasto, Recita estiva, Che cosa resta, Pini e sabbia del Brandeburgo, Trama d’infanzia, Nel cuore dell’Europa, Congedo dai fantasmi, Medea, L’altra Medea, In carne e ossa, Un giorno all’anno. 1960-2000, Con uno sguardo diverso, La città degli angeli, August, Parla, così ti vediamo, Epitaffio per i vivi, tutte pubblicate dalle nostre edizioni.

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