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Cambiare l'acqua ai fiori

Testata: Due lettrici quasi perfette
Data: 1 agosto 2019
URL: https://www.duelettriciquasiperfette.com/2019/08/cambiare-lacqua-ai-fiori-valerie-perrin.html

I romanzi destinati a sorprenderci e a regalarci un brivido si incontrano raramente e spesso per caso, cercando tra le novità in libreria, senza che nessuno ce li abbia consigliati. Sono doni preziosi, che ci sembrano più intimamente nostri perché li abbiamo scoperti in mezzo ad una moltitudine di cover sgargianti o di titoli ammiccanti. Abbiamo trovato il nostro diamante grezzo ed è venuto a noi come obbedendo ad un richiamo: il libro ci stava cercando e noi senza saperlo eravamo pronti ad accoglierlo. Leggendo "Cambiare l'acqua ai fiori" ho letto più storie nella stessa e l'autrice è riuscita a sorprendermi e non una sola volta, all'improvviso. Ha reso la bellezza e il dramma di una vita per alcuni aspetti normale, ma non ordinaria un vero giallo, dove di giallo c'era solo l'ineluttabilità della morte, che arriva per alcuni troppo presto e per altri nei tempi più prevedibili. Per natura diffido delle storie troppo drammatiche, ma qui l'autrice mi ha condotta alle lacrime senza lasciarmi il tempo di metabolizzare i fatti e di fare marcia indietro. Mi ha travolta e mi ha fatta singhiozzare come non mi capitava da tempo e il mattino dopo mi sono svegliata impregnata di tristezza. Valérie Perrin però ha saputo anche inondarmi di poesia e di desiderio di vita: mi ha regalato un bouquet di sentimenti nel quale non mancava nulla. Mirabile la costruzione della storia che si dipana su più livelli temporali, svelando lentamente cosa ha portato Violette a decidere di diventare "la signora del cimitero". Un passato difficile, un vissuto quasi inaccettabile da un certo punto in poi, un futuro incerto ed un presente malinconico, ma ugualmente affascinante. C'è molta grazia tra queste pagine, c'è poesia, c'è bellezza e anche tanta incomunicabilità che rende i rende i comportamenti di chi ci sta vicino un vero enigma impossibile da decifrare. Ci sono anche amici che risanano le ferite, vita che si sostituisce alla morte. Non voglio svelare nulla di più perché se lo facessi rovinerei quel perfetto meccanismo ad incastro costruito dall'autrice, indicherei la strada per uscire da quel complesso labirinto nel quale a nostra insaputa ci ha portati. Bisognerà avere pazienza, adeguare il nostro passo al suo, godendoci ogni pausa, ogni indizio, ogni particolare stridente che si contrapporrà con violenza alla delicatezza di molte situazioni. Non dico che questo sia un romanzo indicato per ogni tipo di lettore, ma non temo di venir smentita se affermo che è un romanzo unico, intenso e suggestivo. Struggente. A fine lettura non potrete che concordare, prima di correre in libreria ad acquistare Le regole della casa del sidro di John Irvin, nel tentativo di restare con Violette ancora per un po'.

(P.S. Per capire se è il libro che fa per voi andate in libreria, apritelo a p. 204 e leggete l'elogio funebre di Marcel Gambini.)