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Cambiare l'acqua ai fiori

Testata: Il giro del mondo attraverso i libri
Data: 16 novembre 2019
URL: https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2019/11/16/valerie-perrin-cambiare-lacqua-ai-fiori/

Nella Borgogna c’è un cimitero la cui guardiana è un personaggio meraviglioso. Violette Toussaint è una donna che trascrive in un grande quaderno lo svolgimento dei funerali, che accoglie chiunque nella sua casetta accanto all’ingresso del cimitero, che ascolta con attenzione, cura e pulisce le tombe altrui con devota dedizione e indossa l’estate sotto l’inverno.

Attorno a Violette ruota una girandola di personaggi collegati al mondo delle inumazioni: padre Cédric, il sacerdote, i tre necrofori – Nono, Elvis e Gaston – e i fratelli Lucchini, proprietari dell’impresa funebre di Brancion-en-Chalon.

È solo Sasha, il precedente guardiano del cimitero, a conoscere il passato di Violette; per gli altri, Violette è un affascinante mistero, a cominciare da quel marito, Philippe Toussaint, che salito in sella alla sua moto, è scomparso nel nulla molti anni fa.

Un’alba da Marsiglia giunge un commissario di polizia, Julien Seul: ha bisogno di trovare la tomba di un famoso avvocato, Gabriel Prudent, perché sua madre appena defunta, Iréne, ha scritto nelle sue ultime volontà l’intenzione di essere sepolta accanto a quest’uomo.

L’arrivo del commissario con la strana richiesta della madre mettono in moto la macchina dei ricordi di Violette, che si trova a rivangare il proprio passato a causa di un incidente e leggendo il diario di Iréne.

Attraverso una serie di flashback ben congegnati e seguendo la struttura di un appassionante romanzo giallo, vengono raccontate le storie della vita di Violette – con le sue piccole felicità e i suoi grandi dispiaceri – e lo sviluppo del lunghissimo amore tra Iréne e l’avvocato Gabriel Prudent.

La morte non fa pause, non conosce vacanze né giorni festivi né appuntamenti dal dentista. Se ne infischia delle ore morte, dei periodi di grandi partenze, dell’autostrada del Sole, delle trentacinque ore settimanali, delle ferie pagate, delle feste di fine anno, della felicità, della giovinezza, della spensieratezza e del tempo che fa. La morte è sempre presente, ovunque. [Cambiare l’acqua ai fiori, V. Perrin, trad. A. Bracci Testasecca]

“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin, tradotto dal francese da Alberto Bracci Testasecca per edizioni e/o, è un romanzo intenso e corposo, con una narrazione capace di passare in un attimo dall’ironia al dramma, sempre con una punta di romanticismo tipicamente francese.

È proprio grazie ai diversi filoni narrativi che si intrecciano nel romanzo, con i relativi personaggi, che si scoprono i misteri legati al passato di Violette e alla madre del commissario di Marsiglia, Iréne. Grazie alla struttura narrativa che occhieggia al genere giallo, con i suoi segreti da svelare e i suoi personaggi da scoprire, “Cambiare l’acqua ai fiori” è un libro che coinvolge e intriga.

Benché si tratti di un romanzo che si svolge principalmente in un cimitero, che parla di individui morti e di individui vivi che pensano e parlano ai morti, “Cambiare l’acqua ai fiori” è allo stesso tempo un libro pieno di amore, vita, voglia di lasciarsi alle spalle il passato drammatico e guardare con speranza verso un luminoso futuro.

Per questo ho amato molto “Cambiare l’acqua ai fiori“, perché per quanto la nostra vita possa sembrarci dolorosa e tragica, il riscatto arriva per tutti e la felicità può essere colta, proprio come i frutti maturi dell’orto di Violette.

Qualcuno mi sfiora, mi prende i fianchi, mi posa una mano sulla pancia, si incolla dietro di me, fa gli stessi gesti che faccio io, è una danza, quasi un valzer. Sento il suo cuore battere contro la mia schiena, lascio fare, ho capito. È il trapianto di un amore, l’innesto del cuore di un altro nel mio [Cambiare l’acqua ai fiori, V. Perrin, trad. A. Bracci Testasecca]