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La strana tribù della Torre Eiffel

Autore: Gabriele Di Donfrancesco
Testata: La Repubblica - Robinson
Data: 5 dicembre 2020

Il nuovo romanzo di Michel Bussi ci porta lontano dal noir delle Ninfee nere di Monet e ci catapulta in un altro genere letterario. La caduta del sole di ferro (edizioni e/o come i titoli precedenti dell'autore francese) è, infatti, un thriller distopico che si legge d'un fiato, rivolto anche al palato degli adolescenti e primo capitolo di una saga, N.E.O, ambientata in una Parigi disabitata. Una tossina trasmessa per via aerea ha reso sterili e poi ucciso gli adulti del globo, risparmiando solo i bambini che in quel momento erano in gestazione nel corpo delle madri. I sopravvissuti sono perciò tutti coetanei e li conosciamo quando sono dodicenni. Zyzo è uno di loro e abita con la sua tribù dai tratti preistorici una Torre Eiffel trasformata in tenda indiana. Loro, semi analfabeti, la chiamano Tepee. Un giorno viene mandato a spiare la tribù vicina, fonte di invidia e paura: sono i misteriosi abitanti del Castello, a cui gli adulti scomparsi hanno donato tutto. Si intrufola da loro, dove si innamorerà, scoprirà la Storia e capirà cosa vuol dire essere trattato da straniero. Perché quello è il Louvre. Lì i suoi coetanei tengono fede a una missione di conservazione della civiltà che ricorda quella degli enciclopedisti della Fondazione di Isaac Asimov. Passano le giornate a seguire videolezioni tra statue e quadri, con giardini, elettricità e tutte le conoscenze del genere umano. Ma perché a loro gli agi e agli altri il gelo di una Ville Lumiere spenta? Con tante disparità e i fervori dell'adolescenza che incombono si rischiano la guerra, il saccheggio e la strage. Così, con prosa semplice ma senza la crudeltà che rende unico Il signore delle mosche di William Golding, Bussi architetta uno scontro di civiltà, delizioso per il lettore, in cui si specchiano le speranze e le ipocrisie di un occidente ridotto a essere rappresentato dal suoi orfani.