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L'ultima fatica letteraria di Massimo Carlotto: Alla fine di un giorno noioso

Autore: Alessandra Franceschi
Testata: lettureblog
Data: 30 maggio 2011

Alla fine di un giorno noioso vede il ritorno, dopo dieci anni, del protagonista di Arrivederci amore, ciao, Giorgio Pellegrini. Personaggio molto al di sopra delle righe, Giorgio è una carogna, un criminale professionista che per dieci anni si è tenuto lontano dall’illegalità, cercando di guadagnarsi una vita “pulita”, da rispettabile imprenditore della ristorazione. Un giorno, all’improvviso e senza nessun sospetto, Pellegrini si sente dire dall’onorevole Sante Brianese, il suo ex avvocato, che i suoi risparmi, ben due milioni di euro, non ci sono più, svaniti in un investimento andato male. Giorgio, però, è un predatore, un criminale nell’anima e sente l’odore dell’imbroglio, non si dà per vinto, inizia e porta avanti una sua personale e, apparentemente, impossibile vendetta per recuperare il proprio denaro. Giorgio si scontrerà con organizzazioni criminali intenzionate a farlo fuori, per arrivare vivo alla fine dovrà attingere al proprio genio criminale.

Giorgio Pellegrini rappresenta il male in tutte le sue sfaccettature: è un uomo davvero senza scrupoli, che gusta e pratica la violenza fine a sé stessa, che non esita a uccidere, a stuprare, a picchiare, e, nonostante ciò, è un personaggio amato dai lettori. Carlotto ritorna a questo antieroe perché gli serve per descrivere e raccontare la criminalità diffusa oggi nel Veneto. Una criminalità variegata, composta da quella estera, nata dalla globalizzazione, che s’inserisce nel processo produttivo, e da quella italiana, mafiosa, arrivata in Veneto attraverso la collusione politica.

Un romanzo adrenalinico, dalle atmosfere dark, un noir da manuale che nella sua malvagità tiene il lettore con il cuore in gola e la fretta di arrivare all’ultima pagina.