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Fabio Bartolomei - Giulia 1300 e altri miracoli

Autore: Barbara Caffi
Testata: Crema Online
Data: 31 maggio 2011

Più che un romanzo è già un’idea di sceneggiatura, con potenziali protagonisti sufficientemente definiti: un gruppo di quarantenni variamente falliti si ritrova ad acquistare un casale in campagna con il sogno velleitario di trasformarlo in un agriturismo e dare una svolta alla propria vita incolore. La voce narrante è quella di Diego che racconta le gesta sue e degli altri soci, alle prese prima con tubi che perdono e water intasati, ma poi addirittura con un vecchio camorrista che a bordo di una sgangherata Giulia 1300 — la stessa auto a lungo in uso di polizia e carabinieri, un’icona dei film polizieschi degli anni Settanta — si presenta pretendendo il pizzo...

Tutto si complica, ma fino a un certo punto perché il tono di Fabio Bartolomei — pubblicitario all’esordio nella narrariva — rimane quello della commedia anche nell’affrontare i temi delle discariche abusive, della morsa della malavita o della riduzione in schiavitù degli immigrati. Un tono da commedia che — nel bene e nel male — ricorda più il cinema che la narrativa. Più avvezzi come siamo all’umorismo sul grande schermo che non a quello letterario, Giulia 1300 e altri miracoli resta il racconto di un riscatto collettivo, è la storia di quattro amici per caso che riscoprono la dignità nel momento del bisogno, è — a suo modo — un divertente romanzo di avventura e formazione, con un finale che non esclude un seguito, proprio come al cinema. Il pensiero va all’immenso Monicelli, a Steno e Dino Risi, al primo Salvatores.