Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Prima della primavera

Autore: Carlo Mazza Galanti
Testata: D / La Repubblica delle Donne
Data: 11 giugno 2011

Hassini non è sposato, ma meno per scelta che per sfortunati accadimenti. Crede nella religione, ma non può fare a meno d'ironizzare sulla preghiera mentre la pronuncia dentro di sé. Prova sensi di colpa, ma molto blandi, per la sua frequentazione abituale di una prostituta. Si aggira abilmente tra le trappole della doppia morale: predica poco e razzola quel che può. È accerchiato da persone che pretendono sempre qualcosa, gente irrequieta, insoddisfatta, agitata da un desiderio di cambiamento aggrovigliato nel malfunzionamento statale, nella burocrazia, nel reciproco sospetto, nella gara contro la disoccupazione. Eccitato dalla nuova musica pop araba o dalle donnine discinte della tv francese, Hassini ripete che «i diavoli sono dappertutto», ma con loro si diverte molto a flirtare. Alterna le meditazioni sul Corano a improbabili monologhi rivolti al proprio membro virile (si chiama Fertàs). Ribelle passivo, usa il sarcasmo come preludio alla rivolta: è solitario, burbero, lamentoso, individualista ma in attesa di una nuova comunità. Questo "piccolo pirata" che parla e parla nel primo romanzo di Lakhous (ora disponibile in italiano) è un vero e proprio campione antropologico dell'Algeria di qualche anno fa. In una esilarante, sottile, corrosiva commedia nera che oltre a divertire istruisce sull'umore profondo da cui è nata, e in cui è cresciuta, la grande ondata rivoluzionaria che negli ultimi mesi ha scosso il mondo arabo.