Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Intervista a Massimo Carlotto

Testata: Thrillerpage
Data: 19 giugno 2011

Alla fine di un giorno noioso, leggo le mail e con grande piacere trovo le risposte alla nostra intervista, che aspettavo ansioso! Grazie mille Massimo!

Perchè hai scritto questo romanzo? 
Sentivo la necessità di raccontare le trasfomazioni criminali della mia terra dove contrabbando, riciclaggio, corruzione e innumerevoli altri traffici sono diventati nel tempo una vera e propria piaga.
Alla fine di un giorno noioso, spiegaci il perchè di questo titolo.
L'ambiente principale in cui si sviluppa la trama è La Nena, un locale alla moda, e uno dei riti collettivi del Veneto è quello dello Spritz e il titolo riprende il motivetto anni Trenta della Campari...
Come mai Giorgio Pellegrini è tornato dopo dieci anni?
Perché era il personaggio giusto per raccontare una storia di criminalità dove quella organizzata si fonde con quella in giacca e cravatta.
Pellegrini è uomo decisamente bastardo, ma che alla fine piace, qual'è secondo te l'ingrediente segreto per renderlo piacevole, per far si che il lettore tifi per lui? O secondo te il lettore di noir è portato a tifare per i cattivi, non avendo personaggi buoni su cui contare? 
Pellegrini è un criminale che piace nonostante sia un bastardo all'ennesima potenza. Il fatto è che gli altri bastardi della storia sono peggiori. Il male, comunque, ha un suo fascino e questo i lettori di noir lo sanno bene. E questo personaggio sa essere malvagio con quel pizzico di ironia che può renderlo simpatico.
In questo libro si parla del Veneto, e a quanto pare secondo te non gode di buona salute, ma secondo me gran parte dell' Italia non è in formissima, dimmi il perchè .
La corruzione è aumentata nell'ultimo anno del 229%. Basterebbe solo questo dato a dare la misura di quello che sta accadendo in questo Paese, sempre più infilitrato dalle culture criminali mafiose e sempre meno informato.
Adesso una domanda scottante! Pellegrini è un dominatore assoluto dell'altro sesso, se cadono nella sua rete, sono fregate, sottomesse, umiliate....
Pellegrini è un dominatore-predatore esattamente come i suoi simili. Io scrivo romanzi che descrivono realtà e quella della criminalità si basa su questo tipo di relazioni, che non possono essere giudicate con i parametri della nostra quotidianità.
Spinning baby, spinning. Mi è rimasta impressa a fuoco nel cervello questa frase, spiega i poteri tranquillanti che ha su di Pellegrini questa frase ai nostri amici che ancora non hanno letto il libro. E come ti è venuta in mente?
Creatività d'autore.
A Torino, allo spazio giallo, hai detto che la grande criminalità, non esisterebbe senza la politica, cosa che descrivi anche nel libro, in cui criminalità e politica, vanno a braccetto perfettamente!
Certo. La politica oggi è un ingranaggio indispensabile alle grandi organizzazioni criminali. Come del resto il mondo della finanza e dell'imprenditoria.
Quale canzone abbineresti al tuo nuovo libro, tipo colonna sonora?
Manhole
Quando non scrivi, cosa leggi? Il tuo autore preferito?
Sono un lettore onnivoro e non disdegno la saggistica. L'autore preferito è quello che ha scritto l'ultimo libro che mi è piaciuto.
Hai qualche lavoro in corso?
Sto terminando una sceneggiatura per una produzione americana ambientata nella criminalità russa. Pellegrini, in confronto, è un'educanda.