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I libri & il potere deviato

Autore: Marilù Oliva
Testata: Carmilla
Data: 29 giugno 2011

Dodici esempi di dissidenza coraggiosa in un clima oscurantista, quello della Russia di oggi, 12 attivisti di varie componenti dell’opposizione, ma anche dodici persone dalle svariate professioni: tra loro un politico, un banchiere, un operaio, uno studente, un giornalista.
A San Pietroburgo, il 15 aprile 2007, è indetta la Marcia dei Dissidenti. Due giorni prima, una medesima iniziativa, tenutasi a Mosca, confluisce in tumulti scoppiati ad arte. In quell’occasione, infiltrati e provocatori operano infatti perché le contestazioni siano spacciate per violenze e i dimostranti vengano scambiati per agitatori assoldati dagli imperialisti americani. Il regime di polizia fa scattare molteplici arresti: tra questi, in piazza Puškin, il campione di scacchi Garri Kasparov, leader del Fronte Civico Unito, viene prima fermato e poi incarcerato (sarà rilasciato dieci ore dopo in seguito al pagamento di mille rubli di multa).

Gli infiltrati istigano incidenti perché l’opinione pubblica si convinca che gli oppositori del governo siano dei violenti, alimentando un circuito infido di manipolazione della verità orchestrato ai piani più alti:
«Tutti quelli che partecipano alle marce dei dissidenti sono preparati alle repressioni, ne parliamo spesso, ma immaginiamo di essere arrestati per comizi non autorizzati, per articoli contro il governo, per opposizione pubblica». E invece no. Invece capita che si inventino e si facciano passare per reali reati inesistenti:
«“Tu pensi che ti portiamo via per la marcia dei dissidenti? Ti sbagli. Tu sei il maniaco del parco Bitcevskij! Hai ucciso quattro bambine.”
"Io il maniaco del parco Bitcevskij! [...] Michail Chodorkovskij non è in carcere perché è entrato in politica, ma per riciclaggio di denaro sporco. Manana Aslamazjan è finita sotto inchiesta non per aver diretto una scuola per giornalisti indipendente, ma per contrabbando”».
Panjušhkin – nato nel 1969 a Leningrado, oggi vive a Mosca, dove lavora come corrispondente per la rivista Snob e tiene regolarmente una rubrica sul giornale Gazeta.ru – ci presenta in dodici capitoli-reportage i portavoce dell’altra Russia non tralasciando, nell’analisi, le questioni insolute del paese, quali la crisi economica alle nuove oligarchie dominanti, le collusioni, le manovre sotterranee attraverso cui Putin e Medvedev sono giunti al potere, gli episodi irrisolti come la fatale gestione dell’attacco terroristico alla scuola di Beslan. Questo, in un paese in cui gran parte dei cittadini si disinteressano alla politica perché troppo presi dalla sopravvivenza quotidiana. Un paese in cui però si protesta e in cui i cittadini come un tal Vissarion non si nascondono dietro il quieto vivere ma si fanno carico della guerra intestina, nel momento in cui capiscono che il potere incita alla stessa.