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Malcom ti indicherà la strada

Autore: Michele Ponte
Testata: Fuorilemura.com
Data: 1 agosto 2011

La copertina di questo romanzo, Malcom, scritto da Massimo Cuomo e uscito per edizioni e/o appena due settimane fa, è perfettamente in grado di descrivere la situazione del protagonista di questa storia, Marcello Zanzini, trentenne rimasto al verde e con una casa vuota, o che si sta per svuotare poco alla volta, pagina dopo pagina.

La vicenda si svolge nell’arco di una settimana scandita dai titoli dei capitoli del libro. Il primo, appunto, è domenica. Massimo Cuomo parte dal giorno di riposo preferito dagli italiani per ingannarci, per farci credere che il protagonista magari un lavoro ce l’ha e che in questo momento è casa come tanti altri, e invece è appena stato licenziato. Oltre al danno c’è pure la beffa: al momento non ha un soldo e, come suggeritogli dal miglior amico che gli parla via chat, si mette a vedere oggetti su eBay, roba il cui valore affettivo è cento volte superiore al valore reale. Ma non è finita qui, infatti il caro Marcello Zanzini ha appena scoperto la sua, ormai ex, ragazza con un venditore porta a porta; e fin qui è una storia come tante, se non fosse che un giorno un barbone gli regala una scheda telefonica e la sua vita inizia a percorrere dei binari stabiliti da un certo Malcom.

Malcom è uno di quei libri che partono malinconici e poi, piano piano, ti fanno sentire bene. Si inizia a tifare per Marcello Zanzini affinché la sua vita migliori dal lavoro all’amore, sotto ogni punto di vista. Ci si immedesima e lo si accompagna con la speranza di infilarsi tra una riga e l’altra, parola dopo parola, e dargli una mano.

Un romanzo che è uno specchio del ritratto dei giovani d’oggi, costretti tra precarietà e carriere senza senso, imbambolati dal capo o dai compagni di lavoro che usano termini inglesi invece che vocaboli italiani. Malcom ai giovani fa pensare: “Sì, è capitato anche a me”, e non è un pensiero positivo, solo depressione sociale su vasta scala.

Inoltre gli appuntamenti tra amici partono tutti sul web e poi, se proprio serve, si usa il telefono. Su Skype, MSN, o Facebook è più facile, il lato negativo è che mentire da dietro uno schermo è semplice: il senso di colpa è minore e non c’è il tono della voce che “ti frega”, si possono nascondere le emozioni con molta facilità dato che la conversazione è sterile, senza passione, pure quando la passione dovrebbe esserci.

Le edizioni e/o si confermano scopritrici di talenti italiani: quest’anno, dopo gli esordi di Viola Di Grado e Fabio Bartolemei, ecco un altro autore da seguire, Massimo Cuomo. Ciò non può che confermare il fatto: se i grandi gruppi editoriali fossero un po’ più aperti verso i manoscritti che la gente vorrebbe spedirgli, troverebbero ottimi autori anche tra i giovani italiani senza essere costretti a dare migliaia di euro d’anticipo per comprare i diritti dagli americani.

Massimo Cuomo, con un testo dalla scrittura semplice e comprensibile, ci regala una narrativa alla portata di tutti, che si legge con gran piacere. Un libro perfetto da portare sotto l’ombrellone.