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Malcom, romanzo generazionale

Autore: Alessandra Buttiglieri
Testata: L'Indro
Data: 6 settembre 2011

Un buon esordio quello di Massimo Cuomo, edito da Edizioni E/O, che passa silenzioso tra le pubblicazioni, e che compro per caso girovagando in una libreria in città. Me lo ritrovo su di uno scaffale, abbandonato da un potenziale lettore che ha finito per scegliere altra roba, lo prendo con me, faccio una prova. Poche pagine e si è subito dentro lo sprovveduto mondo di Marcello Zanzini, un trentenne illuso dalla vita, dalla possibile carriera, dai fruttuosi assegni acquisiti in un’azienda di marketing, poco sicura, poco accogliente, che lo sbatte via dal proprio lavoro, dai propri lussi impagabili, dalle abitudini sopra le proprie possibilità. Ancora una volta la visuale concreta del mondo di un neo adulto, in questa Italia bistrattata dai potenti, un’Italia come la canterebbe Franco Battiato con ’Povera patria’: ’nel fango affonda lo stivale dei maiali’.

Cuomo si unisce all’ unisono al grido di disperata ambizione che riguarda ogni giovane dopo la laurea, alle ricerche incessanti di un posto che appaghi e ripaghi dopo gli anni sui libri. Ancora una denuncia, scorrevole, ironica e tagliente sulla precarietà, sull’altalena instabile che investe il destino di ogni futuro lavoratore o futuro disoccupato. Insomma la normale amministrazione.

In questo libro sono riversate tutte le ansie, gli affanni, i turbamenti di ogni nuovo adulto, tutte le sfumature, le svogliatezze e la stanchezza smorta di chi cerca lavoro per lavoro.

Un argomento trito e ritrito solo in apparenza, e che invece riguarda e interessa tutti coloro che, per disgrazia, si trovano sulla stessa barca di incertezze, andando incontro a tempeste e alte maree lavorative, veri e propri cicloni del mondo del bussiness.

Curioso lo stile mantenuto per tutto il libro, una sorta di diario scomposto ed irriverente, messaggi e frasi semplici, lineari, senza tante pretese, affinché arrivino chiare e dirette al destinatario. Poche figure retoriche, zero abbellimenti e merletti inutili, tutto limpido, squarciato solo appena da un alone di mistero, una trovata coraggiosa, una sim card telefonica e apparentemente anonima ritrovata appallottolata in una carta di giornale, che cuce insieme vari avvenimenti, destini, persone, occasioni e possibilità. Una bella invenzione, che funziona e suscita interesse, che trattiene la trama del libro come in sospeso, in balia di una svolta che potrebbe avvenire in qualsiasi passo, in qualsiasi pagina. Sicuramente originale.

Il protagonista, Marcello, venderà su ebay, per racimolare un gruzzoletto facile e veloce, non il mobile inutile o il suppellettile firmato, non il televisore al plasma o altra roba costosa e poco interessante, ma i vecchi album delle figurine dei calciatori, quelle Panini, che hanno emozionato il cuore di tutti i bambini di un tempo, a caccia dei pezzi unici che mancavano per finire la raccolta. Un gesto simbolico per staccarsi dalla vecchia vita, per chiudere con un passato stantio, che puzza di chiuso. Qualcuno direbbe: chiusa una porta...

Si direbbe che l’incarnazione dell’eroe dei nostri tempi possa essere intravista in colui che trova un lavoro e riesce a tenerselo per più di un anno, senza dover ricorrere a trucchi da saltimbanco per arrivare alla fine del mese, con le sue scadenze e le sue puntualità. Zanzini ne è l’esempio perfetto.

Massimo Cuomo, veneziano di origine, classe ’74, racconta con qualche cenno autobiografico il dramma dell’uomo moderno: il licenziamento inaspettato.

Discorsi che ruotano intorno alla rinnovabilità o non rinnovabilità di un contratto, su amori inaspettati e altri finiti, sulla leggerezza delle unioni di coppia, sul tradimento, sull’amicizia solida, inestimabile e decennale, quella della birra e della chiacchierata, come valvola di sfogo rispetto ad un mondo aberrante e consumante, nonché consumato e maltrattato.

La frustrazione e la caoticità dei laureati, gettati in pasto ad una marmaglia di occupazioni occasionali, sono ben descritte e semplificate in questo primo romanzo, malinconicamente divertente.

Sarà un vero inizio per Cuomo, o il suo ’Malcom’ sarà soltanto uno sfogo occasionale su carta stampata?

Il tempo ci fornirà le risposte adatte.