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Intervista con Matteo Strukul

Testata: Liberi di scrivere
Data: 6 settembre 2011

Benvenuto Matteo su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato la mia intervista. Frase di rito anche se sei di casa su Liberidiscrivere. Potrei iniziare con  un’ intervista tradizionale, chiedendoti, chi sei, cosa fai, che studi hai fatto, dove sei nato e invece per spiazzarti un po’, a patto che tu sia “spiazzabile” ti chiedo: ma ne è valsa la pena?

Ciao Giulietta, grazie a Liberidiscrivere per lo spazio, e´un bell'onore considerato quanto popolare e' il tuo blog fra gli aficionados di noir e crime in genere. Per rispondere alla tua domanda: certo che si'. E' valsa la pena ordinare ieri il gulasch con la paprika e l'insalata di patate esatto, del resto qui a Friedrichshain nel quartiere beatnik di Berlino lo fanno veramente da Dio il gulasch eh eh. A parte gli scherzi, direi di si', se ti riferisci al romanzo. Direi che e' valsa la pena cominciare la saga di Mila, un personaggio che mi prendeva a calci la testa per venir fuori. E non ci fermeremo qui.

Diviso tra Padova e Berlino. Un cittadino del mondo si direbbe. Parlami di queste due città con la passione di un innamorato.

Be' Padova e' la citta' in cui sono nato. Amo la Cappella degli Scrovegni, Giotto, il Palazzo della Ragione, il Prato della Valle, una citta' cosi' piena di tesori artistici che non puoi non adorarla.
Pero' e' anche una citta' spaccata a meta' fra destra e sinistra, fra ricchi e nuovi poveri, e' una citta' piena di contrasti e contraddizioni forti, che nel bene e nel male la rendono viva.
Berlino e' oggi la capitale culturale d' Europa. Oltre 800 gallerie d' arte, cinema, teatri, studi di pittori, scultori, fotografi. Locali di ogni tipo e poi tutto il cinema tedesco, e non solo, vive qui. Buddy Giovinazzo, per dire, autore crime americano di successo e regista, vive a un paio di fermate di metro da casa mia. Christoph Waltz - l'ufficiale nazi di Unglorious Bastards - sta a Charlottenburg dove vive anche Francesco Ferracin che ha pubblicato per Fanucci "Una vasca di troppo" ed è produttore cinematografico. Come fai a non edivertirti? E poi c'e' la Porta di Brandeburgo, l'Unter den Linden, i Berliner Philarmoniker, e viverci non costa nulla. Eta' media 28 anni, io qui, che ne ho 37, sono un Matusa e se sei un avvocato sei il vero alternativo visto che c' e' una concentrazione d' artisti impressionante. Ci sono tutte le cucine etniche del mondo e una marea di locali per tutti i gusti. Insomma io qui sto come un bambino in un negozio di caramelle.

Critico musicale per diversi quotidiani e svariate riviste musicali, non che autore di due saggi musicali entrambi editi da Meridiano Zero, Il cavaliere elettrico. Viaggio romantico nella musica di Massimo Bubola e Nessuna resa mai. La strada, il rock e la poesia di Massimo Priviero. Parlando di musica, cosa deve scattare, che scintilla deve accendersi per entrare in sintonia con un pezzo musicale? E’ già successo che musica e parole entrassero in simbiosi perfetta?

Mah, alla fin fine qualcuno ha detto che scrivere di musica è come danzare di architettura. Sono in parte d'accordo. La critica musicale serve nella misura in cui riesce a far luce su autori magari meno mainstream, ingiustamente lasciati da parte o magari è utile se può aiutarti a comprendere un genere, una scena musicale, un artista facendone emergere lati nascosti della personalità. Per questo credo nella lezione della critica americana e di Massimo Cotto. Se fai libri su autori fa in modo che siano libri-intervista o che siano comunque basati su lunghe interviste. Solo così quello che dirai sarà credibile e sincero. Perchè quella che ne uscirà sarà la voce del vero protagonista che è l'artista, non già il critico. In Italia troppo spesso è avvenuto il contrario. Per quel che riguarda la scintilla credo che sia diversa per ciascuno di noi: per quanto mi riguarda le canzoni che più amo e per le quali trovo esista splendida armonia - fra musica, parole, suono - sono quelle di Willy De Ville, un grandissimo artista drammaticamente scomparso nel 2009 a nemmeno sessant'anni. "Demasiado Corazon" e "Spanish Stroll" sono due capolavori, ma tutta la sua produzione è straordinaria. Anzi, consiglio di ascoltarlo a tutte le lettrici e i lettori di Liberidiscrivere. Soul, blues, rock, latin e tutto in una stessa miscela musicale. Grande Willy.

A proposito di Meridiano Zero un uccellino mi ha detto che a gennaio lascerai il ponte di comando dell’Ufficio Stampa di Meridiano e curerai le relazioni pubbliche per un altro editore piccolo ma molto aggressivo. Che fai confermi, smentisci? Ti trinceri dietro un diplomatico no comment? Bada bene che siamo molto curiosi.

Nessun problema, ne parlo volentieri. Il nuovo editore con cui lavorerò è una delle case editrici più importanti a livello italiano per il fumetto, parlo di BD. I ragazzi hanno pubblicato opere di Joe Lansdale, Warren Ellis, Alan Moore fra gli altri. Hanno un catalogo da paura. A Meridiano Zero dopo quattro anni sentivo di voler cambiare. Così quando con Marco Schiavone ci siamo incontrati per parlare di un progetto che avviasse sotto la galassia BD (che ha anche i Manga di Jpop) un nuovo marchio editoriale interamente dedicato al crime novel l'entusiasmo mi ha avvolto come miele. E poi Marco ha gusti molto vicini ai miei e mi ha fatto una proposta che non potevo rifiutare. Perciò da gennaio partiamo con un progetto che metterà sul mercato alcuni dei migliori romanzi pop in circolazione. L'idea è di partire dal noir come tavolozza per mescolare il nero con altri colori: quelli del pulp, dell'horror, del gore, insomma vogliamo qualcosa di vivace e scintillante, in grado di portare un po' di rock'n'roll nel mercato editoriale italiano. Io sono un inguaribile hippy prestato al mainstream: voglio vernice e dondolii lisergici baby!

A Meridiano Zero vi occupavate dei maggiori scrittori noir in circolazione. Fammi un elenco delle opere di culto che non dovrebbero mancare nella libreria di un appassionato di noir e per ogni libro associaci un pezzo musicale.

OK parto da quello che secondo me è il più grande talento pulp noir degli ultimi anni. Dico Victor Gischler (La gabbia delle scimmie) e ci abbino Paradise City dei Guns. Poi Don Winslow - Il potere del cane (Whola lotta love degli Zep). Massimo Carlotto - Arrivederci amore ciao (Rimini di Bubola-De Andrè). Bad City Blues di Tim Willocks (Light my Fire dei Doors). Joe R. Lansdale - Il lato oscuro dell'anima (Simpathy for the Devil - Rolling Stones). David Peace - 1974 (Paranoid - Black Sabbath). Allan Guthrie - La spaccatura (Aqualung - Jethro Tull). Mi fermo qui ma potrei continuare per giorni.

Con Matteo Righetto sei ideatore e fondatore di Sugarpulp, quel ritrovo per barbabietole tossiche metà movimento letterario metà ritrovo per una ciurmaglia di brutti, sporchi e cattivi che prediligono il pulp alla Joe Lansdale e Victor Gischler per intenderci. E se non erro c’è pure un Festival Sugarpulp di cui sei direttore artistico. Ma la terra veneta è davvero pulp?

Moltissimo. In modo inconsapevole e involontario. I veneti sono gente straordinaria, lavoratori incredibili, grande umiltà e ingegno da vendere, basta pensare all'inifinito numero di piccole imprese leader mondiali in qualcosa. Dalle scarpe agli occhiali facciamo davvero impressione. Però è vero anche che collezioniamo spesso cose di pessimo gusto e poi se pensi alle zanzare, alla Bassa, agli ippodromi, alle Crocks fluorescenti, alla grappa e alle sagre del bigolo, a un certo modo quasi retrivo e bestiale di voler rimanere attaccati al proprio microcosmo e a un mondo provinciale be' questo è dannatamente pulp.

Parliamo subito del tuo debutto letterario La ballata di Mila, un pulp noir guarda caso ambientato in Veneto da barbabietola tossica doc, con protagonista una bounty hunter tostissima che non so perché mi ha fatto pensare alla protagonista dell’Impero dei lupi di Jean Christophe Grangè. Cosa rende il personaggio di Mila speciale?

Mmm... Jean Christophe Grangé... non c'avevo pensato, be' volendo ci sta tutto. Aggiungo "La Sposa" di Kill Bill e Nikita di Luc Besson. Il personaggio di Mila è destabilizzante, questo per me lo rende speciale. Lei non è solo una killer sexy, senza spessore ma è una donna ferita e maledettamente arrabbiata. Per questo è sanguinaria e spietata. Però è anche piena di contraddizioni, è dolce anche, fragile, ma ha dovuto tirare giù le stelle dal suo cielo per poter superare quello che le è successo. Volevo un personaggio femminile che fosse davvero il PROTAGONISTA del romanzo. Basta vamp e concubine o al massimo anatomo-patologhe. Mi serviva una donna che avesse il fegato di rovesciare le regole. Nel noir-giallo-thriller-pulp italiano, opinione mia ovviamente, le donne sono troppo spesso comprimarie, le Rosencrantz e Guilderstern della situazione. Oppure se sono le attrici principali allora per loro ci sono ruoli comunque rassicuranti: poliziotte, pm, medici legali. Ecco io non volevo questo: volevo una donna che avesse il coraggio di dire "fanculo", di andare oltre il limite, al di là della legge, volevo rompere un tabù, volevo una donna di cui gli uomini avessero davvero paura. Credo che Mila possa fare qualsiasi cosa e questo spaventa il maschio eh eh.

Raccontami in breve la trama giusto per stuzzicare la curiosità nei nostri lettori, ricordo che il libro sarà nelle librerie a partire dal 24 Agosto.

Be' la storia è ambientata in Veneto. C'è una guerra fra una gang locale e una cellula affiliata della Triade cinese 14 K. In mezzo c'è una donna guerriera dal passato tragico, straziante. La vendetta è il tema chiave del romanzo, insieme a una ricostruzione dei meccanismi sviluppati dalle cosche cinesi per sbranare il territorio occupato. Insomma l'idea è quella di sviluppare anche l'analisi delle moderne realtà criminali attraverso la forma del romanzo e il genere pulp. In piena linea con il senso della collezione Sabot/Age che sabota il silenzio interessato, pericoloso, assordante. Ci tengo a sottolineare il fatto della Collezione perchè ogni romanzo è numerato. Non può esistere l'uno senza l'altro. Il mio romanzo non avrebbe senso senza quello di Carlo Mazza "Lupi di fronte al mare" fra l'altro bellissimo e che consiglio assolutamente di leggere a tutti gli estimatori di Liberidiscrivere.

Massimo Carlotto e Tim Willocks dicono un gran bene di te  e del libro. Ora dimmi qualcosa tu di loro.

Sono due maestri assoluti, due spiriti guida. Massimo non solo ha dato un contributo essenziale affinchè il libro trovasse la via della pubblicazione ma - a tutt'oggi - mi dà stimoli continui, suggerimenti, idee. Credo che sia una delle persone più generose e di talento che abbia mai incontrato. Il suo recente "Alla fine di un giorno noioso" è la quintessenza del noir. Parlare con lui, confrontarmi, provare a mettere in pratica i suoi consigli, tutto questo rappresenta la miglior palestra che un aspirante scrittore, come me, possa desiderare. Tim Willocks è un'altra forza della natura. In lui trovo il romanziere classico, il perfezionista, l'artista che non si accontenta di convincere ma vuole ghermirti il cuore mentre leggi. Il bello è che ci riesce. I nostri colloqui - via telefono, mail, quando ci vediamo - sono stati fondamentali per approfondire e costruire i personaggi del romanzo.

Domandina tecnica che interesserà sicuramente agli aspiranti scrittori che ci leggono. Che metodo di scrittura hai utilizzato nella stesura di La ballata di Mila. Quale è l’ora del giorno in cui ti senti più creativo? E’ più difficile per te creare i personaggi o ideare la trama?

Non ho un'ora o un giorno. Quando sono nel trip della storia ogni momento libero è buono. Credo convenga ricavarsi ogni giorno del tempo. Non dividerei trama e personaggi, mi spiego: tendenzialmente ho un'idea che ossessivamente mi rotola in testa. Se continua  a rimanerci è probabile che un po' alla volta divenga lo scheletro di una storia e l'ambiente perfetto per dei personaggi. Quando comincio a scrivere non ho idea di cosa succederà. A volte penso di avere il protagonista e poi magari progredendo con la scrittura mi rendo conto che quel personaggio era solo un comprimario e quelli da tenere d'occhio sono altri. Non faccio nessuno schema o bozza della storia.
Procedo alla giornata o quasi. Ho delle scene davanti, come al cinema, e le batto al computer aspettando che i personaggi mi dicano cosa intendono fare. In questo modo, credo e spero, la storia dovrebbe poter essere un po' più imprevedibile. Amo documentarmi, com'è avvenuto per la mafia cinese, e come è accaduto per il nuovo manoscritto che ho appena ultimato. Per il sequel di Mila, che sto cominciando in questi giorni, ad esempio, ho una serie di idee e sto sviluppando ricerche per un'ambientazione a Berlino. Staremo a vedere. Comunque, credo nel mescolare le esperienze, i luoghi, i film, i libri, i fumetti e i videogame. Sono una specie di shaker psicolabile che si bombarda di immagini e suggestioni e poi prova a buttare fuori sistemando i mix in una storia plausibile.

Puta caso che ad un pezzo grosso di Hollywood venisse in mente di trasformare La ballata di Mila in un film, a brucia pelo dimmi il regista, la protagonista principale, lo sceneggiatore, il creatore delle musiche. Hai carta bianca. Nessuna limitazione.

Regista: Robert Rodriguez tutta la vita. Sceneggiatore: Buddy Giovinazzo (quello del nuovo film di Tony Scott "Potsdamer Platz" con Mickey Rourke, Javier Bardem e Christhopher Walken). Musiche: Calibro 35. Protagonista: Antje Traue (la guerriera di Pandorum).

Curiosità personale. La ballata di Mila diventerà mai un fumetto?

Lo diventerà eccome e te ne accorgerai presto non appena cominceranno a girare le pin up firmate da Alessandro Vitti, artista per MARVEL e BONELLI. La serie di Secret Warriors, che ha disegnato sui testi di Jonathan Hickman per la MARVEL, è una delle cose che mi ha più sconvolto nell'ultimo periodo. Ale è un genio, una star, uno dei disegnatori più straordinari della sua generazione. Mi ha fatto il grande onore di lavorare con me al progetto. Sceneggerò una storia con Mila protagonista ma che non c'entra con quella del romanzo. Sarà più gore, dark, direi horror. Una cosa alla Rob Zombie. Ma se sarà una figata, come spero, sarà tutto merito suo, poco ma sicuro.

Da esperto di promozione e campagne stampa quanto incide un buon titolo sul successo di un libro?

Abbastanza ma anche la copertina non scherza. Poi serve una gran bella campagna stampa, una distribuzione forte, una promozione d'assalto e - cosa importante - che l'autore si spenda come un pazzo in prima persona per condividere con i lettori la sua storia e i suoi personaggi. Tutto questo deve girare a mille. Ogni parte è necessaria ma non sufficiente per il successo di un libro. Serve ovviamente che il libro abbia qualità ma tutte le parti che ho elencato sono meccanismi essenziali per far funzionare la macchina. Senza quelli non vai da nessuna parte.

Tra gli esordienti in circolazione, quali hanno maggiormente attirato la tua attenzione? A ognuno di loro dispensa un consiglio a seconda dei casi.

Thomas Tono - Il profumo di Emma (Zona editore). Thomas ha una scrittura fantastica, di grande fascino e impatto, ha enormi margini di miglioramento e se saprà ascoltare tirerà fuori un romanzo da urlo. Io ne sono convinto, secondo me fra poco sfornerà qualcosa di meraviglioso.

Senza fare nomi, se non vuoi non voglio certo metterti in imbarazzo, ma raccontami l’episodio più divertente accaduto dietro le quinte, in redazione, al ristorante, ad una presentazione.

La sfida con Victor Gischler all'ultima grappa ormai leggendaria. Io sono crollato a cinque. Lui è andato avanti fino a otto, come se niente fosse. A quel punto l'ho guardato e gli ho detto che andavo a dormire. Lui mi sorride e mi dice "Birra alla spina". In italiano. Victor è un pazzo, un grande, penso l'amico con cui mi sono divertito di più negli ultimi cinque anni. Oppure quando mi ha chiesto di accompagnarlo al supermarket del giocattolo e ha svaligiato una corsia di Winx perchè doveva portarle alle sue nipoti. Uno scrittore incredibile e una delle persone più divertenti e sincere che conosca. Secondo me il successo che sta avendo da noi se lo stramerita e spero cresca il più possibile.

Se La Ballata di Mila diventasse un successo stratosferico, e te lo auguro,  da scrittore a tempo pieno come gestiresti il tuo tempo? Saresti di quelli che si comprano un’ isola deserta e non mettono più il naso fuori di casa o continueresti la vita di sempre?

Sono tendenzialmente  uno che ha bisogno di fare mille cose. La mia vita è il caos assoluto, non c'è niente e dico niente che vada mai come penso debba andare. Questa cosa mi fa sclerare ma alla fine ho capito che è la mia dimensione. Una specie di frullato costante da cui ogni tanto pesco qualcosa di buono. Credo che questo sia l'unico modo che conosco per andare avanti, voglio dire non credo di avere una scelta, sono condannato ad essere perennemente disorganizzato. No, isola deserto mi suicido dopo due giorni. Piuttosto vivere tutto l'anno a Berlino a fare zizza, questa sarebbe una gran bella prospettiva.

Progetti per il futuro.

Ho appena consegnato il nuovo manoscritto, una commedia nerissima, staremo a vedere se piacerà, mi auguro di sì anche perchè è una cosa molto diversa da La ballata di Mila. Poi sto lavorando al sequel di Mila. Penso cambierò scenario e renderò i toni più cupi e deliranti, magari un horror o un gore. Mi piacerebbe un'atmosfera alla Werner Herzog. Ho in mente una trilogia di quelle supertoste con un personaggio maschile ma aspettiamo a parlarne, devo ancora mettere a fuoco il suo mondo. E poi arriveremo con Ale Vitti al fumetto su cui stiamo lavorando, vorremmo qualcosa di nuovo e dirompente ma sono convinto che ce la faremo a ottenere quello che vogliamo.