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Fofi: una autobiografia di incontri e amicizie

Autore: Giacomo Giossi
Testata: L'Eco di Bergamo
Data: 13 giugno 2022

C'è uno spazio della memoria che sembra aderire in qualche modo sempre al tempo presente, è quello che definisce il lutto. Il ricordo di chi non c'è più diventa così una forma di presenza quotidiana tanto più quando chi è scomparso lo ha fatto negli anni della giovinezza quando la sua presenza pareva assicurata per gli anni avvenire. Goffredo Fofi con «Cari agli dei» (Edizioni E/O) scrive una sorta di autobiografia delle amicizie. Il grande critico parte dagli incontri e dalle relazioni che hanno contraddistinto la sua vita. La vita di Fofi è tutto meno che quella di un arido studioso, ma è anzi la sintesi di quello che si può definire un corpo perennemente nella lotta. Ed è in questo conflitto perenne, non privo di contraddizioni che Fofi plasma le proprie giornate e le continue correzioni di rotta che non possono che segnare l'esistenza di un uomo curioso e appassionato come è lui. Se Aldo Capitini rappresenta la guida, il vero e proprio maestro esistenziale, Danilo Dolci e il suo movimento sono essenziali per definire il carattere e la forma del lavoro intellettuale di Fofi. Da Torino alla Sicilia, da Milano a Roma, Fofi attraversa la geografia e il corpo di un Paese esaltato e al tempo stesso corroso dalla rivoluzione economica che cancella con la povertà anche una cultura contadina sedimentata per secoli. Fofi diviene amico tra gli altri di Elsa Morante e di Raniero Panzieri, un suo libro sulla Torino operaia scatena una crisi alla casa editrice Einaudi, l'incontro con Piergiorgio Bellocchio e Grazia Cherchi apre uno spazio di dibattito con la rivista «Quaderni piacentini». Non esistono luoghi privilegiati, Piacenza vale Milano e così Palermo con Roma. Esistono differenze da scandagliare, persone da conoscere e spazi da scoprire e far crescere. Fofi attraversa l'Italia più volte e in continuazione, supera il groviglio degli anni Sessanta e il terrore dei Settanta per piombare nell'insopportabile edonismo degli anni Ottanta. Il Novecento è il suo brodo ancestrale, ma non è mai la nostalgia a guidarlo, anche se certamente le assenze di amici e compagni di viaggio si fanno sentire e velano di malinconia queste pagine intense e toccanti. Più che un critico e un polemista, qui Goffredo Fofi rivela la sua anima di guida. Colui che è stato guidato più volte da alcuni dei nomi più grandi della cultura italiana del Novecento rivela oggi una qualità rara nel saper indicare una via, in particolare per chi giovane oggi ha la necessità di capire e comprendere - anche nella lotta - un tempo così complesso e duro.