Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Le novità del panorama noir e pulp di casa nostra, in attesa del festival internazionale letterario di Padova

Autore: Francesco Ferracin
Testata: Vogue, L'Uomo
Data: 1 settembre 2011

Una nuova eroina è entrata di prepotenza nel panorama letterario italiano. Il suo nome è Mila, assassina dai capelli rossi, ed è destinata a tappezzare di cadaveri le province del Veneto. Un Veneto nero come la cronaca dei delitti più efferati e rosso come il sangue che riempie le pagine di "La ballata di Mila" (E/O Edizioni), l'esordio pulp di Matteo Strukul. "Mila è una donna destabilizzante", racconta l'autore padovano. "Non la solita dark lady, ma una killer che mi auguro sia in grado di rovesciare certi luoghi comuni letterari. Nei romanzi italiani le donne sono spesso troppo rassicuranti e in un certo senso fragili. Sono investigatrici, poliziotte, anatomo-patologhe, di solito dalla parte dei buoni. Mila invece è una che non ha paura, una segnata da un passato oscuro e guidata da una grande sete di vendetta, tipo la Nikita di Besson o la Sposa di Tarantino. Una donna che ha il fegato di non tornare indietro anche se questo significa fare i conti con quelle contraddizioni che spero la rendano credibile agli occhi del lettore". Un lettore che in Italia è molto preparato, viene da aggiungere, visto il successo di pubblico di un genere, il noir, che un tempo non veniva preso molto sul serio. Questo perché il noir non è solo intrattenimento, ma è anche denuncia e reportage come ha dimostrato magistralmente Massimo Carlotto, in un certo senso il padre spirituale di una nuova e agguerrita generazione di autori italiani. "Credo che il noir si presti molto bene a raccontare il mondo contemporaneo, il ventre molle del nostro Paese, quello che è meglio lasciare a casa nascosto nell'armadio", continua Strukul. "E non solo il noir, anche il pulp, l'horror, il western e la combinazione di questi; nel mio romanzo attraverso il pulp cerco di descrivere un fenomeno spesso taciuto come quello della mafia cinese che dalle mie parti ha massacrato l'industria tessile, acaparrandosi bar e ristoranti per riciclare denaro sporco. Problema che anche i toscani conoscono bene". Ed è proprio nel territorio, nel comodo anonimato della provincia italiana che prendono le mosse le storie di giovani autori come il pugliese Omar Di Monopoli, l'emiliana Marilù Oliva, il friulano Pierluigi Porazzi, solo per citarne alcuni. La storia di Mila, comunque, non si fermerà alle pagine del romanzo ma comparirà presto in tutto il suo splendore omicida anche nella graphic novel creata dalla matita di Alessandro Vitti, una delle stelle del fumetto italiano. "Ammiro Alessandro per il suo talento cristallino di artista. La serie che ha disegnato per la Marvel, quella di "Secret Warriors", è intrisa di una malinconia lirica e livida a un tempo. Il suo segno è movimento continuo, dinamismo, energia". Quale modo migliore quindi per mettere in pratica la lezione americana in cui la nuova letteratura diventa meticcia, virtuosa combinazione di generi e mezzi espressivi diversi fra loro. Un mix brutale dai toni graffianti del rock, con cui svecchiare l'editoria tradizionale resa ormai obsoleta dal successo degli e-books, dalle pubblicazioni online e piattaforme multimediali di ogni tipo. E anche qui Strukul pare saperla lunga, avendo fondato, insieme a un altro autore padovano, Matteo Righetto, il movimento letterario Sugarpulp (www.sugarpulp.it), che ha gettato le sue radici proprio nella rete e che presterà anche il nome a un Festival letterario che si terrà a Padova dal 30 settembre al 2 ottobre. Durante la manifestazione, per la gioia di tutti gli appassionati, si darà convegno il gotha del noir internazionale, con ospiti del calibro di Joe R. Lansdale, Tim Willocks, Victor Gischler e Massimo Carlotto, tutti presenti con i loro ultimi romanzi. Oltre a loro si potranno incontrare alcuni dei fumettisti italiani più famosi al mondo fra i quali ALberto Ponticelli e il sopra citato Alessandro Vitti. Il tutto accompagnato da spritz e baccalà, giusto a sottolineare come l'identità locale non sia in contraddizione con lo spirito internazionale. Anzi.