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Scrittori a KM zero: Carlo Mazza, Lupi di fronte al mare

Autore: Gabriella Genisi
Testata: Il Gazettino di Puglia
Data: 10 settembre 2011

La letteratura pugliese degli ultimi anni è in continuo fermento e non manca di riservare importanti sorprese. Per la E/O, una delle case editrici più selettive e raffinate del panorama editoriale italiano, è appena uscito nella collana diretta da Massimo Carlotto, un interessante e attualissimo romanzo dagli echi noir, interamente ambientato a Bari. Incontro Carlo Mazza, scrittore barese, per conversare del suo libro davanti ad un caffè. E' un uomo di mezza età, barese a tutto tondo e fa il bancario di professione. Lupi di fronte al mare è il suo primo libro, se escludiamo un testo teatrale pubblicato qualche anno fa. Carlo ha voglia di raccontarsi, e credo che ai lettori faccia piacere, ancora prima di leggere, sapere qualcosa dell'autore e come nasca un libro.

Carlo, come si entra nel mondo editoriale odierno, alquanto affollato da libri e scrittori?
Si entra a piccoli passi, talvolta come nel mio caso inviando un manoscritto ad una casa editrice attenta. Il direttore editoriale cercava storie per una nuova collana e per cominciare ha scelto gli intrecci tra potere e sanità che io racconto ed una storia di mafia cinese nel Nordest. Semplicemente inviando un manoscritto. Praticamente il sogno di tutti gli scrittori.

Partiamo d all'argomento del tuo libro: gli scandali della sanità. Un tema di scottante attualità che da due anni a questa parte tiene banco nella politica nazionale e nell'attualità regionale. Quanto ti sei ispirato ai fatti di cronaca?
Poco, perché ho iniziato a scrivere il romanzo circa quattro anni fa, prima che tutto esplodesse. Ma a Bari le cose si avvertono, se sai fermarti ad ascoltare. Ho avuto un'intuizione, ed ho iniziato a scrivere. Il mio lavoro in banca, e il dover dividere l'uso del computer con due figli adolescenti, hanno fatto si che i tempi di scrittura si dilatassero alquanto, fino a sfiorare quelli delle vere inchieste. E' solo un caso, il mio non è un istant book, racconto una storia verosimile, in un contesto facilmente sovrapponibile a quello reale.

Parli di computer. Non scrivi a mano, mi pare di capire.
Purtroppo no, ma mi piacerebbe. Sono sedotto dal fruscio della stilografica che scorre sulla carta, anche se tempi non me ne consentono l'utilizzo. In compenso leggo moltissimi classici, e prima di scrivere i dialoghi rileggo sempre quelli di Addio alle armi. Nel mio libro tre quarti della trama sono composti da dialoghi, appunto. Hemingway era un vero maestro in questo.

A quali altri autori ti ispiri, e quali le tue letture.
Autori classici, in gran parte. Joyce, Nievo, Sciascia.

Sciascia, a cui tu vieni paragonato nella scheda della casa editrice. Mentre, q uando scegli letteratura contemporanea, quali sono i tuoi autori di riferimento? Leggo volentieri Gianrico Carofiglio, e Ammanniti. Di quest'ultimo apprezzo la capacità di raccontare storie diverse facendole confluire lentissimamente in un'unica trama.

Carofiglio, sicuramente la scrittura barese più nota nel panorama letterario non solo nazionale. Tra l'altro tutti i suoi romanzi sono ambientati a Bari. Non temi di utilizzare una location ampiamente usata negli ultimi tempi?
Nei libri di Carofiglio e in altri romanzi ambientati a Bari, la città fa da sfondo alla storia. In Lupi di fronte al mare, Bari è la storia stessa. l protagonisti sono "baresi" nel modo di fare, di essere, nelle locuzioni, nel linguaggio spesso condotto nel mio libro in un doppio registro: aulico e incomprensibile nel potere, scarno, gretto e volgare nel privato. E poi nel loro individualismo. Lupi, appunto.

Lupi di mare?
Lupi, tout court. Nella cupidigia. Abitanti di una città levantina, commerciale, cresciuta male, con poca attenzione alla cultura e molta agli interessi. Sicuramente non una città di santi, ma anche piena di passioni. Talvolta sotterranee e contraddittorie. Il mare è rappresentato dai sentimenti, dalla speranza. Il finale della storia è nell'incontro dei due elementi.

Il protagonista della storia è un Capitano dei Carabinieri, Bosdaves. Un nome poco barese, pare di capire. Un uomo incisivo, solitario, capace. Lo ritroveremo in altre storie?
Mi piacerebbe scrivere una trilogia, con Bosdaves. Il suo nome rimanda ai miei ricordi adolescenziali, c'era un giocatore Argentino del Verona che si chiamava così. Il nome del Capitano, viene da lì. Mi piaceva la musicalità ondosa del suono. A dispetto della provenienza ama poco il gioco di squadra. D'altra parte - e cito Visconti - i corvi volano a stormi, l'aquila sempre da sola.

Da forte lettrice quale sono, direi che gli indizi per un buon libro ci sono tutti. Non ci resta che leggere.