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“Tu non sei come le altre madri” di Angelika Schrobsdorff

Autore: Elena Romanello
Testata: Sul Romanzo
Data: 17 settembre 2011

Paragonato a un Via col vento in salsa teutonica, Tu non sei come le altre madri, della veterana Angelika Schrobsdorff, traduzione italiana di Monica Pesetti, è in realtà una struggente epopea di una donna e della sua famiglia nella Germania dei primi decenni del Novecento, il cosiddetto secolo breve, tra guerre mondiali e persecuzioni razziali, tra aneliti di libertà e dittature, disillusioni e sogni. Certo, Else ha qualcosa di Rossella O'Hara, ma è più una sognatrice incallita che un'opportunista senza morale, travolta dai sentimenti e dalle illusioni.

L'autrice, classe 1927, tra le più popolari scrittrici di lingua tedesca viventi, sposata con il regista Claude Lanzmann, che ha dedicato la sua opera alla Shoah, racconta nelle 500 pagine di questa saga familiare, non il suo unico romanzo, la storia di sua madre, Else Kirschner, donna in anticipo sui suoi tempi rispetto alla Germania degli anni Dieci, dove cresce in una famiglia della borghesia illuminata ebraica, ama e che giura a se stessa che avrà un figlio diverso da ognuno degli uomini di cui si innamorerà nel corso di una giovinezza tumultuosa e per l'epoca e l'ambiente borghese ebreo in cui cresce decisamente fuori dagli schemi. Da Fritz, intellettuale disilluso dalla guerra, avrà l'unico maschio, Peter, destinato a perdersi sulla strada per Israele durante la guerra, dal secondo marito Hans nascerà la timida Bettina, poi tranquilla moglie e madre precoce, mentre dall'amante Erich verrà Angelika, l'autrice del libro.

Else, troppo amante della vita per capire cosa sta succedendo nel suo Paese, dovrà scappare in Bulgaria in tutta fretta per salvare se stessa e i suoi figli dalla deportazione, e continuerà a voler vivere in un mondo suo, cercando di nascondere ai tre ragazzi la verità di cosa sta succedendo, con risultati abbastanza sconcertanti e con un ritorno alla realtà che la distruggerà in anticipo.

Nelle pagine scritte da una figlia decenni dopo la morte della madre (Else, alla fine distrutta dall'esilio, morirà nel 1949 a poco più di cinquant'anni e ci vorranno anni perché Angelika venga a patti con la sua memoria) si viene immersi in un'epoca di cui spesso si ricorda il volto tragico, ma non la quotidianità, fatta di soggiorni al mare, cultura, voglia di vivere, animali domestici, aspirazioni e sogni.

Un libro che racconta in cosa credeva un mondo annientato da due conflitti, una visione su un'epoca per certi versi già molto nota ma svelata da un'angolazione insolita, e non solo per la storia particolare di una famiglia ebrea che, usando alcuni espedienti, riesce a salvarsi dalla morte destreggiandosi tra nazismo, guerra e avvento del comunismo. Un inno alla vita, certo, in tutte le sue forme, ma una riflessione anche sulle tragedie e i drammi, individuali e collettivi, attraverso un'eroina travolgente e tragica come è appunto Else.

Struggente e divertente, spregiudicato e profondo, Tu non sei come le altre madri è un libro che parla sia alle generazioni che hanno vissuto quel momento storico sia ai giovani, parlando di amore e voglia di vivere, di desiderio di trasgredire ma di bisogno di affetto, di realizzazione di sé e di rapporti con gli altri. C'è da sperare di leggere altre cose di questa matriarca delle lettere tedesche, ultra ottantenne, in patria coperta di onorificenze, forse anche per compensare quello che, come troppe altre persone della sua generazione, ha vissuto in gioventù.