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Romanzeria italiana: lo stato dell'arte

Autore: Michele Lupo
Testata: Il paradiso degli orchi
Data: 24 settembre 2011

[...] Chi certo giovane non lo è né pensa di doverlo sembrare è Carlo Mazza, esordiente appunto non di primo pelo (è del 1956) nella nuova collana dell’editore e/o curata da Massimo Carlotto, Sabot/age. Mazza scrive un romanzo di vocazione in qualche modo politica e antropologica (Lupi di fronte al mare), ambientato nella Bari che più ancora di Napoli oggi sembra rappresentare il modello di una certa Italia che spereremmo sempre alla fine, fra manovalanza criminale, affari illeciti, banchieri spietati e politici figli di puttana. Nel capoluogo pugliese, opulento e untuoso crocevia di traffici fra Est e Ovest, ricco in alcuni suoi strati in virtù anche di un alacre impegno criminale (che parte dai rappresentanti delle istituzioni e arriva alla servitù bieca dei disperati, com’è ovvio), si agitano una serie di pessimi personaggi e lo scettico e generoso capitano dei carabinieri Bosdaves. Sono storie che aprono a una comprensione penetrante di quello che potremmo purtroppo con malvenuta tranquillità definire il paesaggio sociale dominante dell’Italia odierna, uno scenario di corruzione capillare, asfissiante, violento – qui, sopratutto affari legati alla sanità, spregevoli forse più di altri.
Lupi di fronte al mare si presenta come qualcosa di più di un onesto romanzo di genere sebbene, avverte l’autore, nasca come una sceneggiatura cinematografica – il che per la narrativa italiana non sarebbe una novità –, ma per fortuna qui il fitto tessuto dialogico e la rotondità di certe personaggi riescono a scansare i pericoli di banalità in cui crolla quasi per intera la produzione filmica italiana di questi tempi. Il che significa anche sostanziare l’impeto corrosivo del racconto di una scrittura dignitosa, attenta, funzionale alla storia.