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Dentro i codici segreti di una saga famigliare

Autore: Vermondo Brugnatelli
Testata: Il Manifesto
Data: 3 gennaio 2023
URL: https://ilmanifesto.it/dentro-i-codici-segreti-di-una-saga-famigliare

In un’epoca in cui la questione dei diritti delle donne nei paesi islamici è al centro dell’attenzione internazionale, il libro di Amira Ghenim La casa dei notabili (edizioni e/o, pp. 412, euro 19) giunge opportuno per far sentire le voci di chi quel dibattito ha vissuto e vive quotidianamente, al di fuori di una retorica astratta di chi ne parla da un mondo lontano. La trama, benché a prima vista imperniata su un fatto privato, uno «scandalo» che scuote due famiglie dell’alta società di Tunisi degli anni ’30, fornisce lo spunto per illustrare le condizioni della società del tempo e le dure lotte che già allora si combattevano, anche senza «incoraggiamenti» occidentali, per arrivare a un codice come quello tunisino odierno, molto avanzato sul fronte della laicità e dei diritti delle donne.

SI TRATTA, QUINDI, non solo di un’elegante opera letteraria – rimarchevole per raffinatezza di scrittura e intensità di approfondimento –, ma di un vero e proprio romanzo storico, le cui vicende si intrecciano in maniera inscindibile con la storia recente della Tunisia. Molti eventi della vita dei singoli personaggi sono scanditi dalla concomitanza con alcuni fatti salienti dell’epoca: manifestazioni per l’indipendenza, scontri con la polizia, arresti. Attraverso episodi disseminati nelle diverse narrazioni, si ha così modo di seguire un po’ tutta la parabola del movimento indipendentista, dalla fase dei «Giovani Tunisini, con «la battaglia di al-Zallaj che a quanto dicono è stata il primo violento scontro tra il popolo e l’apparato coloniale» (1911) alla nascita del partito del Destour (1920) e alla scissione del neo-Destour (1934).

I fatti storici che si incontrano nel corso dell’opera arrivano comunque fino al giorno d’oggi, comprendendo, ad esempio l’occupazione tedesca durante la guerra e le inquietudini successive all’indipendenza come la rivolta «del pane» sotto Bourguiba (1984), e quella «dei gelsomini» del 2011. In particolare, è un personaggio storico realmente esistito il protagonista principale, con cui la Tunisia moderna ha un grosso debito di riconoscenza che l’autrice ha voluto compensare con questo libro. Il nucleo della storia risiede in uno scandalo familiare che ha coinvolto due personaggi: Zubaida, colta e inquieta rampolla degli ar-Rassa‘, e Taher al-Haddad, figura storica legata alle lotte sindacali e per l’emancipazione femminile in Tunisia, che fu tra i fondatori del sindacato Cgtt nel 1924 e autore di un libro, La nostra donna nella sharia e nella società (1930), che ai tempi fece scalpore e lo rese un reietto, ma fu poi alla base del codice della famiglia del 1957. Con un procedimento narrativo alla Rashomon, le vicende di «quella notte» vengono evocate attraverso le voci di una folla di personaggi, ciascuno con la sua visione parziale e incompleta degli eventi, anche in conseguenza del proprio vissuto, mentre i due protagonisti, i soli da cui ci si potrebbe aspettare di sapere come siano andate veramente le cose, tacciono. (...)