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“Lupi di fronte al mare”, il romanzo-inchiesta d’esordio di Carlo Mazza

Autore: Micaela Ricci
Testata: ilsudest.it
Data: 27 settembre 2011

“Lupi di fronte al mare” è il libro d’esordio di Carlo Mazza, secondo Noir, dopo “La ballata di Mila” di Matteo Strukul, per la nuova collana Sabot-Age, diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto. I romanzi accolti all’interno di questo progetto spaziano dal noir alla commedia, dal pulp all’horror ma hanno tutti lo stesso elemento in comune: raccontano senza peli sulla lingua di temi difficili, inquietanti e scabrosi della realtà quotidiana.

La storia affonda le sue ragioni d’essere nel tessuto dilaniato e corrotto della città di bari, dove il capitano dei carabinieri Bosdaves indaga sull’omicidio di un noto professore per poi addentrarsi nel mondo della malavità, della politica e della sanità.

Lo stesso Carlo Mazza, in una sua intervista a Maddalena Mongiò, sottolinea l’importanza della città di Bari e della “baresità” quale categoria sociale e culturale: “La mia storia può essere ambientata solo e unicamente in questa città...I personaggi del mio romanzo sono baresi sin nel midollo e per sottolinearlo ho voluto che il dialetto barese facesse incursione nei dialoghi”. Questa è per l’autore un’importante differenza dal modello di Carofiglio, concittadino ormai noto del panorama letterario italiano. L’ispirazione è, quindi, tratta dalla realtà barese e dalle sue note problematiche: la microcriminalità, la malavita che domina interi quartieri, la presenza della Sacra Corona Unita, il rapporto stretto tra Oriente e Occidente attraverso i traffici illegali. Ma la realtà barese diventa emblematica di tutta l’Italia e la corruzione diventa il Male che travalica i tempi e i luoghi e che assume un significato più universale.

Il romanzo è anche una scrittura autobiografica, lo scrittore è stato militare dei carabinieri, ma, nonostante l’attenzione rivolta alla cronaca, la fantasia dell’autore riesce a creare un romanzo “giallo” dalla sapiente costruzione, impreziosito da personaggi letterariamente ben riusciti, come quelli del commissario Bosdaves e della sua amica-giornalista Martina. La contrapposizione tra l’anti-eroe distratto dai suoi problemi affettivi e personali e la sapiente giornalista che, invece, supplisce alle mancanze del commissario, offrono un’inversione dei ruoli inusuale e interessante. Lo scrittore afferma: “Intanto bisogna considerare che il capitano Bosvades deve indagare nel non facile mondo delle banche e poi mi piaceva giocare su una inversione dei ruoli che si spinge sino a sfumare di femminilità lui e a virilizzare la gionalista”.

Il caso non sarà risolto dal commissario ma sarà proprio il Male a compiere dei passi falsi e a svelarsi in tutta la sua miseria in una visione pessimistica che crede che non siano gli eroi a poter riportare la verità ma che sia solo il Male stesso a poter neutralizzarsi a causa dei suoi errori. Il commissario Bosdaves, in questo senso, rappresenta l’uomo disorientato davanti ad un potere troppo grande e davanti ad un mondo di lupi che sfidano persino il mare. Il commissario, però, nella sua ricerca per sconfiggere la corruzione, mostra comunque il coraggio della lotta e la determinazione di chi non si arrende davanti ad un sistema difficile da scardinare.