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Il lato nero del Nord-Est: i nuovi narratori adesso alzano il velo

Autore: Massimiliano Santarossa
Testata: Il Messaggero Veneto
Data: 4 ottobre 2011

Sono in viaggio verso Padova dove mi attendono alla prima edizione del SugarPulp festival, il primo interamente dedicato alla scrittura noir, pulp e thriller legata al territorio. Mentre percorro quest’autostrada che nasce a Trieste, taglia per lungo il nostro Friuli e porta diritti nel Veneto, il mio primo pensiero va alla terra che sto attraversando.
Qui, fino a poche decine di anni fa, le città e i paesi si riconoscevano per i campanili e ogni chiesa agli occhi del viaggiatore indicava un luogo, un’uscita, una destinazione, una storia. Oggi, invece, come riferimenti ci sono unicamente centri commerciali o distese di capannoni industriali o, quando va meglio, qualche colorato autogrill a lato carreggiata, simboli d’una modernità che ha ormai occupato ogni angolo di territorio. Qualcuno ha il coraggio di chiamare tutto questo progresso, quando è ben chiaro che si tratta soltanto di urbanizzazione selvaggia e di cancellazione del territorio.
Mentre raggiungo gli amici che hanno dato vita al festival letterario penso a chi, nei decenni addietro, narrava l’inizio di questo scempio: Pasolini, Turoldo, Sgorlon, Morandini, Bartolini, Maniacco e la lista sarebbe lunga; e penso anche al veneto Andrea Zanzotto che il 10 ottobre prossimo compirà novant’anni, alla sua lunga battaglia poetica per la salvaguardia della propria terra. E riflettendo su tutto questo, mentre l’automobile corre, mi sono chiesto chi narra adesso il nostro territorio, salvandolo almeno sulla carta?
Tra le nuove generazioni di scrittori che hanno la capacità e il dono dello sguardo critico, ci sono i ragazzi che fanno parte del collettivo letterario SugarPulp, che appunto sto per raggiungere. È un movimento nato in Veneto che si sta espandendo anche in Friuli Venezia Giulia e che della narrazione di storie legate al Nord-Est fa il proprio punto di forza.
Matteo Righetto (autore quest’anno del romanzo Bacchiglione blues, Perdisa Pop, 144 pagine, 14 euro) e Matteo Strukul (da poche settimane in libreria con La ballata di Mila, Edizioni E/O, 224 pagine, 17 euro), fondatori e anime del collettivo SugarPulp hanno ben compreso l’importanza del territorio nella letteratura e va riconosciuto loro il merito di essere stati i primi a sperimentare la formula dei romanzi thriller e pulp radicati nel profondo Veneto, quello meno raccontato, quello meno conosciuto, quello pertanto da salvare dall’oblío incombente.
Matteo Righetto ambienta il suo Bacchiglione blues lungo il corso selvaggio di un fiume in piena, in mezzo a campi di barbabietole, vecchi sfasciacarrozze e cascine abbandonate, dove tre balordi sequestrano la giovane moglie di un industriale. L’uomo decide di porre rimedio a modo suo alla questione, assoldando una squadra di feroci canaglie che fin dalle prime pagine fanno precipitare la storia in un vortice di colpi di scena; il tutto supportato letterariamente da ottimi dialoghi che innalzano i personaggi a figure indimenticabili, nel bene come bel male. Come sfondo, pagina dopo pagina, l’autore dipinge in modo prepotente la tipica provincia rurale del Nord-Est, colma, appunto, di un’umanità tanto grottesca quanto vera, un’umanità della porta accanto.
Matteo Strukul con La ballata di Mila mette in scena due bande criminali che si fronteggiano per il controllo del territorio veneto. Una affiliata alla mafia cinese e l’altra nata dalla peggiore tradizione del banditismo locale facente capo all’ennesimo capobanda di paese. In mezzo al vortice di conflitti, sparatorie, accoltellamenti, vendette e piccole guerre di quartiere, si inserisce Mila, una killer assoluta. Donna fredda e pronta a uccidere, assassina spietata, spinta unicamente dalla sete di vendetta che a modo suo metterà fine alla quiete di alcune zone venete molto ben narrate dall’autore.
Da questi due romanzi vediamo prendere forma il quadro di un Nord-Est “criminale”, “nero”, un Nord-Est che esiste ai confini della società e che soltanto una letteratura coraggiosa riesce a narrare a fondo. I tanti scrittoriSugarPulp, organizzati e sostenuti dall’accoppiata Righetto-Strukul, hanno quindi deciso di trovarsi, discutere e soprattutto sviscerare il Veneto e il Friuli come nessuno prima aveva fatto, usando una forma narrativa d’invenzione, ma vicina e alle volte addirittura anticipatrice dei fatti di cronaca.
Nel Nord-Est la letteratura noir e pulp inizia, insomma, a fare sul serio. Inizia a narrare una realtà possibile, o forse - chissà -, già probabile.