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La cantante che sedusse gli arabi e Maria Callas

Autore: Anna Pozzi
Testata: Corriere della Sera - La Lettura
Data: 28 gennaio 2024

Ancora oggi, a quasi cinquant'anni dalla morte, la sua voce risuona ipnotica e suadente in Egitto come in tutto il mondo arabo. E la sua vita assume sempre di più i contorni della leggenda. Umm Kalthum (nella foto qui a fianco), la «stella d'Oriente», è considerata la più grande cantante araba di tutti i tempi: «Una voce incomparabile», la definì Maria Callas, ma anche una delle figure femminili più affascinanti, carismatiche, controverse e geniali della scena musicale araba tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Non solo: il suo legame quasi viscerale ed estatico con il suo pubblico e la sua vicinanza ai potenti di turno - dal re Faruk al presidente Gamal Abdel Nasser - ne hanno fatto una protagonista di primo piano di quasi mezzo secolo di storia egiziana e mediorientale.

Cantava versi d'amore, con una capacità di controllo, modulazione della voce e improvvisazione unici e inimitabili. Ma dava corpo anche alle sofferenze e alle fatiche del popolo egiziano e al travaglio di quel mondo arabo che stava attraversando tanti sconvolgimenti. Paladina del panarabismo, ambasciatrice dell'arte araba nel mondo, aveva spronato la sua gente a reagire alle sconfitte e ad alzare la testa, in tanti momenti difficili, come durante la crisi di Suez e la Guerra dei sei giorni, che videro - allora come oggi - quell'esile braccio di mare al centro di tanti conflitti, interessi e violenze.

Al cuore di tutto, sempre e innanzitutto, c'è stata comunque la sua voce, dono unico e prezioso, capace di rapire, sedurre, esaltare folle estasiate che accorrevano ai suoi concerti interminabili o che li ascoltavano per radio, in un rito collettivo che coinvolgeva decine di milioni di persone tutti i primi giovedì del mese dagli anni Trenta al 1973, nelle zone più remote dell'Egitto come nelle capitali dei Paesi arabi.

La sua storia, il suo personaggio, il suo talento - e anche le sofferenze e le battaglie di una donna fuori dagli schemi culturali, religiosi e sociali del suo tempo - vengono restituiti da un romanzo, intitolato Ti ho amata per la tua voce , di Sélim Nassib, scrittore libanese trapiantato in Francia. Pubblicato per la prima volta nel 1997, il volume è la storia romanzata di Umm Kalthum, raccontata in prima persona da colui che per tutta la vita scrisse i versi delle sue canzoni e l'amò di un amore mai ricambiato, ma fatto di una profonda sintonia di pensiero e sentimenti: una figura ampiamente ispirata al poeta Ahmad Rami, autore di 137 dei 383 brani cantati dalla «piccola contadina» divenuta una diva. (...)