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NORD EST OSCURO

Autore: Pietro Cheli
Testata: Diario
Data: 2 giugno 2000

Brutta vita quella dell'Alligatore. Ovvero Massimo Buratti detective per forza. Nelle patrie galere, dove si era trovato ospite in gioventù era diventato "un abile paciere tra le varie fazioni della malavita".

E così, una volta fuori, ne aveva fatto tesoro mettendosi a lavorare "per gli avvocati che avevano bisogno di entrare nel mondo della malavita per togliere dai guai i loro clienti".

Insomma brutte storie, ma belle da leggere, nelle pagine di Massimo Carlotto. In genere sono avventure dal forte sapore di realtà: un anno fa con Nessuna cortesia all'uscita, metteva a fuoco la pirotecnica fine della mafia del Brenta che lasciava campo libero alle potenti organizzazioni dell'Est. Questa nuova prendendo le mosse dalla Colombia, e da un corriere della cocaina, si sviluppa con una trama nella quale viene incastrato l'innocente, in questo caso ovviamente, malavitoso Nazzareno Corradi. La sua colpa maggiore e' di avere conti in sospeso con la polizia.

L'Alligatore accetta di chiarire la situazione scoprendo che nel brutto giro c'e' di mezzo, e pesantemente, la polizia. E più indaga e più cresce il suo CHAGRIN nei confronti della vita. A dargli man forte ci pensa uno dei suoi partner Max la Memoria che come lui da giovane sognava un mondo migliore, ma poi, sempre come lui, si e' dovuto arrendere: "Siamo destinati a rimanere ai margini. Non e' più il nostro mondo. L'abbiamo avuto in pugno per un attimo, poi se lo sono ripreso".

Disillusione che non amareggia il vecchio Rossini, altro compagno di indagini, malavitoso tradizionale che però non riesce a venire a patti con le forze emergenti e la loro mancanza di rispetto per i codici d'onore. Fedele ai principi e' d'altra parte anche Corradi il quale potrebbe fare il nome della persona che lo ha incastrato e uscire, ma preferisce non tradire il credo di tutta una vita.

Siccome questo tuffo nel lato oscuro del Nord Est e' un giallo, a questo punto e' meglio non raccontarlo tutto per non far perdere al lettore nessuna sorpresa. Sorpresa che in effetti c'e'. Anche se non e' solo sui colpi di scena che si basa il lavoro di Carlotto. La sua bravura sta nel saper approfondire i personaggi delineandoli con abilità anche quando si tratta di quelli minori. Legando, in un crescendo di ferocia e volgarità a cui si oppone la malinconia di Buratti & soci, ogni figura con acute osservazioni della realtà.

Carlotto che, come già detto, e' sempre un attento cronista del lato oscuro, questa volta precisa di essersi ispirato a un fatto vero. E di aver scritto questo romanzo per un amico.