Lo scrittore americano Bruce Holsinger pubblica per E/O un romanzo estremamente attuale e coinvolgente, col titolo composto di una sola parola: Colpevolezza, traduzione italiana, dovuta a Dario Diofebi, del termine inglese Culpability.
Incontriamo nelle prime pagine una bella famiglia americana della costa est degli Stati Uniti: l’avvocato Noah, la moglie Lorelei Shaw, grande esperta di etica dell’intelligenza artificiale di cui si occupa a livello mondiale, e i loro tre figli. Stanno raggiungendo il Delaware, dove si svolge un campionato di Lacrosse, e Charlie, il figlio diciassettenne, è alla guida di un van di ultimissima generazione, con guida automatica; è lui il campione atteso sul campo. Al suo fianco il padre Noah, dietro Lorelei, e le due figlie, Alice e Izzy.
Tutti sono impegnati a lavorare, chi scrive, chi consulta il portatile, quando un grido di Alice interrompe il silenzio nell’auto, che finisce contro un macchina che proviene in senso opposto. Nel tragico incidente muoiono due anziani, la famiglia invece se la cava con poche ferite. Cosa è successo realmente nei pochi istanti che precedono il tragico impatto tra le due auto? Perché Alice ha gridato? Come mai il dispositivo di guida automatica non ha funzionato? Ci sono responsabilità nella morte dei due abitanti dell’auto con cui è avvenuto il frontale? (...)
Colpevolezza è un libro di stringente attualità, molto perturbante, che chiama in causa le nostre coscienze spesso distratte, come se il cambiamento epocale nei rapporti sociali, familiari, politici, potessimo ignorarlo: lo scrittore, attraverso un romanzo intelligente, ci mostra che non è così. I tre ragazzi Cassidy, Charlie, Alice ed Izzy sono le prime vittime di questo nuovo mondo di giovani che vivono messaggiando, eternamente connessi, ignari di ciò che questo atteggiamento può provocare davvero.