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Malcom

Autore: Mauro Maraschi
Testata: Malicuvata
Data: 7 novembre 2011

A un mese dalla rottura con la fidanzata (beccata in flagrante con un venditore di aspirapolveri) e a un giorno dai trent’anni, Marcello Zanzini viene licenziato dalla BigBiz, il cui amministratore delegato Luis Castor (all’anagrafe Luigino Castorino) ostenta un’urticante itanglish. Svanita l’illusione di una carriera miliardaria, Zan (come lo chiamano gli amici) si ritrova a svendere su eBay le icone di un status sociale appena conquistato e già sfumato. Non gli rimane che iniziare a fumare e abbandonarsi alle attenzioni erotiche di Federica, di lui segretamente innamorata. È guadando una fontana in cerca di refrigerio, spinto da un luglio incandescente, che Zan attira l’attenzione di un barbone. Quest’ultimo gli dà a parlare, gli scrocca tre sigarette e quattro euro e poi sparisce, abbandonando (per sdebitarsi?) una Sim card impacchettata in un foglio di giornale. È l’inizio di un’avventura insolita che tocca tutti i temi ricorrenti di quest’era di Crisi e di virtualizzazione dei rapporti (la vicenda, infatti, non avrebbe luogo senza cellulari e Skype). È infatti inserendo la Sim card del barbone nel proprio cellulare che Zan riceve un enigmatico messaggio firmato malcom: “Fiorenzo, Rubini, 359.67488447. Devi metterti in contatto con lui”. L’incontro avviene, è esilarante e sconclusionato, e ne innesca una catena: come la Dorothy del Mago di Oz, Zan si ritrova a reclutare personaggi in cerca d’autore e di stabilità esistenziale e a coordinare questo male assortito team investigativo.
Ma chi è questo malcom? Perché sta orchestrando tutto ciò? E perché ha scelto proprio loro? La soluzione al mistero è una trovata degna di un consulente di marketing, quale Cuomo è.
Un romanzo leggero e godibile, quest’esordio e/o, che documenta le peculiarità della generazione 2.0, intrattiene il lettore e centra i propri bersagli. Unico appunto: duecento pagine sarebbero state sufficienti e alcuni passaggi esistono solo per procrastinare gli aggiornamenti sull’intrigante fulcro della narrazione. Un plauso all’ipnotica copertina di Alessandro Gottardo, realizzata per la quasi infallibile Mekkanografici.