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Intervista a Sandro Ferri

Autore: Marilù Oliva
Testata: Thriller Magazine
Data: 3 dicembre 2011

Il primo capitolo del suo libro è dedicato alla “strana coppia” editore-autore e alla frustrazione insita nel ruolo di ciascuno. Può questa frustrazione essere generata anche dalla condizione di “sospensione” in cui si trovano entrambi?
A essere sinceri l'editore non ha molto tempo a disposizione per restare sospeso: deve muoversi in fretta! Al di là della battuta, bisognerebbe intenderci sul significato di "sospensione". In un certo senso ambedue sono in attesa di un risultato: la lettura e il giudizio del lettore. Ma in questa attesa sono spesso più solidali che non "rivali". Ambedue aspirano al successo del libro, anche se a volte possono non essere in accordo nei criteri di valutazione di questo successo. Per esempio l'autore può essere insoddisfatto di un certo risultato di vendite che l'editore reputa invece soddisfacente; oppure — e questo succede spesso — l'autore può essere molto "ferito" da una recensione che invece l'editore valuta se non positivamente quantomeno non così influente....

Ha successivamente analizzato la realtà degli e-book evidenziandone pregi e limiti. A tal proposito, ci parla della  nuova collana Edizioni E/O, gli “Introvabili”: Rilke, Balzac, Čechov, Conrad, alcuni dei più grandi autori della letteratura europea in offerta lancio a 1,99 euro?
Gli Introvabili nascono dall’ascolto del nostro pubblico di lettori affezionati, uomini e donne che non si accontentano delle novità e che non vanno a caccia del best-seller a ogni costo. Abbiamo voluto colmare un vuoto che percepivamo nell’offerta di titoli in digitale, e abbiamo voluto colmarlo con alcuni tesori tratti dalla nostra tradizione, testi di valore che è giusto valorizzare nell’epoca dell’e-book. I lettori hanno mostrato grande entusiasmo per questa nostra iniziativa, soprattutto per via del prezzo di lancio molto aggressivo e dell’assenza di DRM; due libertà che abbiamo potuto prenderci grazie all’assenza di diritti d’autore da corrispondere e ai costi redazionali già ampiamente assorbiti anni fa, quando questi testi furono tradotti, pubblicati e ristampati per la prima volta. Non da ultimo, è stato un modo per ringraziare il nostro pubblico con un regalo certamente gradito, tanto che questi primi dieci titoli sono solo l’inizio.

Nel dodicesimo capitolo ha sottolineato quello che è il piacere della scoperta di un libro. Ci svela tre cose pratiche che ha scoperto i questi anni, sul mondo dell’editoria, che non immaginava?
Io, quando ho iniziato, non immaginavo niente. Non solo non sapevo quasi nulla dell'editoria ma non avevo mai pensato a cosa aspettarmi da essa. Man mano ho scoperto: 1) quanto sia difficile per un autore scrivere un buon libro; 2) Quanto sia difficile pubblicare libri buoni e farli conoscere al pubblico; 3) Quanto sia difficile far capire alla gente cosa fa l'editore.

Le caratteristiche di un manoscritto che la incuriosiscono
L’originalità del tema e della scrittura, il fatto che sia diverso da tutto ciò che ho letto fino a quel momento.

Quelle che glielo fanno chiudere e abbandonare
La sciatteria, la banalità, la noia…

Qual è il discrimine per cui un libro cessa di essere semplicemente scritto e diventa letteratura?
A rispondere a questa domanda si rischia facilmente di passare per presuntuosi, anche perché una formula di cosa sia la “vera” letteratura non esiste. Per me comunque per creare letteratura bisogna approfondire, scoprire, cercare in luoghi mentali o fisici dove è difficile addentrarsi, rilavorare mille volte le forme in cui ci si esprime, le parole, le frasi, le idee, i punti di osservazione e così via. Bisogna avere il coraggio e la forza di essere autentici e innovativi.

Tra i libri da voi pubblicati, quello più ironico
Ce ne sono tanti, perché è una delle qualità che apprezziamo di più io e mia moglie. Per citare un autore e un libro: Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra. D’altronde Hrabal ha proprio teorizzato l’ironia praghese. E poi noi abbiamo iniziato la nostra attività pubblicando libri dell’Europa dell’est, tra cui moltissimi autori ebrei. E tra questi il tasso di ironia è veramente alto!

Quello con cui avete più osato
Abbiamo pagato un bell’anticipo per pubblicare Amabili resti di Alice Sebold, dopo averne letto solo le prime cento pagine. Ma poi osiamo tutti i giorni pubblicando libri dei quali sappiamo già in partenza che venderemo poche copie e che quindi ci faranno perdere denaro.

Quello più meticcio
E’ un’altra categoria molto presente nel nostro catalogo. Per citarne uno: Ti ho amata per la tua voce dello scrittore arabo-ebreo-libanese-francese Selim Nassib, che racconta la storia di una cantante egiziana!

Quello che ha dato più soddisfazioni in termini di vendita
L’eleganza del riccio: quasi due milioni di copie vendute.

Quello che ha dato più soddisfazioni in termini di critica
In questo momento L’amica geniale di Elena Ferrante sta ottenendo un gran numero di consensi della critica, senza dimenticare l’eccezionale riscontro ottenuto da Settanta acrilico trenta lana di Viola Di Grado che non esiterei a definire un vero e proprio successo.

Un libro di successo che, se fosse passato tra le vostre mani sotto forma di manoscritto, voi non avreste preso in considerazione
Ce ne sono parecchi, ma non voglio fare il presuntuoso….e neppure l’idiota.

C’è qualche errore che avete fatto in questi anni e che ora non rifareste?
Ci siamo seduti troppo a lungo dopo il successo dell’Eleganza del riccio. Ma ora ci siamo svegliati di nuovo!

Quanto, invece, la passione, la caparbietà e la determinazione di due appassionati quali lei e sua moglie Sandra Ozzola, hanno influito nel buon esito del vostro progetto?
Tantissimo. Senza quelle qualità non si fa niente. Bisogna lavorare molto e con passione per far funzionare le cose.

Ci ragguaglia sulle ultimissime pubblicazioni?
Oltre all’Amica Geniale di Elena Ferrante abbiamo appena pubblicato La città degli angeli di Christa Wolf, il diario di una straordinaria esperienza intellettuale e una lucida riflessione su memoria e rimozione. E poi ancora Morte di un biografo di Santiago Gamboa, un romanzo dove ogni personaggio sembra portare con sè tutto un mondo. E Nessuno da solo, l’ultimo romanzo di Veit Heinichen, ambientato in una Trieste meravigliosa.

Le sue previsioni quanto al perdurare — e al rafforzarsi — del ruolo dell’editore non sono pessimistiche, tutt’altro. Ma sarà importante difendere il libro, il suo valore e il suo prezzo: perché ci si lamenta spesso del prezzo dei libri? Un costo medio di 16-18 euro per 300 pagine di buon prodotto è giusto? Sono i lettori a lamentarsi non tenendo conto del reale valore (anche in termini di spese)?
Capisco la preoccupazione per i prezzi dei libri. La grande maggioranza dei lettori ha problemi per far tornare i conti, come il resto degli italiani. Però dobbiamo sapere tutti che pubblicare buoni libri ha un costo importante ed è demagogico affermare il contrario. Credo che per affrontare questo grosso problema ci siano varie soluzioni: lo sviluppo delle biblioteche, le collane economiche, la selezione dei libri in modo che i soldi siano perlomeno spesi bene…

Ci saluta con una citazione?
“Born to run”. Bruce Springsteen e “Vogliamo andare a fondo” (Nel senso di approfondire!). Mario Monti