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Criminalità italiana e orientale, resa dei conti finale a Badia

Autore: Giulio Ramazzina
Testata: Il Resto del Carlino
Data: 28 dicembre 2011

TRA droga, prostituzione e riciclaggio di denaro, due bande criminali si contendono il territorio veneto per fare i loro sprochi affari: una locale è capeggiata da Rossano Pagnan, l'altra internazionale chiamata dei Pugnali Parlanti ruota attorno a Guo Xiaoping, cinese senza scupoli. Trama asciutta, contenuti scomodi ed esplosivi. Matteo Strukul (foto al centro), padovano, scoperto da Massimo Carlotto , col romanzo d'esordio La ballata di Mila (E/O, 208 pagine) mette il dito nella piaga della mafie venete, in particolare la criminalità cinese, fenomeno col quale le comunità sono ormai costrette a convivere.

Quanto è realista la sua Ballata pulp, violenta e sanguinosa che , tra proiettili sparati in quantità industriale e morti ammazzati, attinge dal Nordest scorci suggestivi, personaggi trucidi e linguaggi crudi?
«In questo libro racconto storie che la cronaca dei giornali non racconta più, una disinformazione che mi fa arrabbiare. Negli ultimi anni la mafia cinese rappresenta un fenomeno che sta devastando il tessuto economico dove insiste, la manodopera a basso costo che prima era conveniente assumere adesso si è organizzata ed ha creato delle aziende in proprio. Queste aziende satanno strozzando l'economia non solo veneta, basti ricordare il caso dei laboratori tessili di Prato. E se molte aziende locali chiudono è proprio per l'avvento della manodopera cinese controllata dalla mafia».

La banda Pagnan del suo romanzo sembra l'evoluzione della specie della banda di Felice Maniero l'ex boss della mala del Brenta. Maniero detto faccia d'angelo non aveva intercettato ancora nella tragica dimensione socio-economica la realtà malavitosa straniera. Cos'è accaduto negli anni da terremotare la geografia del crimine nel Veneto governato prima da Galan e ora da Zaia?
«Maniero era un solitario. La gang Pagnan e quella dei Pugnali Parlanti rappresentano la realtà di una criminalità che si è globalizzata come l'economia. Per esigenze di romanzo le due gang si scontrano, ma in realtà i cinesi non vogliono il conflitto e si alleano con la malavita nostrana, preferiscono cooperare nel riciclare il denaro sporco derivato principalmente dallo spaccio di eroina purissima. Quel denaro serve poi per acquistare bar e altri locali. E poi c'è il traffico legato alla carne umana: gli immigrati arrivano in Italia col viaggio pagato e sono costretti a riscattarsi nell'abbruttimento: quando vengono scoperti in qualche retata nei laboratori clandestini stanno riscattando i soldi avuti per espatriare, vivendo come bestie e innescando così una concorrenza sleale a scapito delle imprese italiane locali, alcune delle quali poi sono costrette a licenziare e a chiudere con l'imprenditore disperato che magari si suicida».

Il Veneto quindi sta pagando dazio alle mafie che con l'illegalità stanno drenando economicamente il territorio? Quante sono le mafie straniere che operano nel Nordest?
«Oltre alla cinese c'è la mafia russa anch'essa associata, nella globalizzazione, al crimine veneto .Esiste un rapporto con la mafia russa, in particolare un ponte tra Veneto e Berlino che è la patria della mafia russa assieme a Budapest, un effetto del crollo del muro . E a Berlino a sua volta la mafia russa ha fatto e fa affari con le mafie turca e e italo-americana».

Padova e Asiago fanno da sfondo alla guerra per bande Pagnan-Pugnali Parlanti. La resa dei conti finale, avviene in Polesine, in particolare a Salvaterra di Badia Polesine (foto a destra), nei pressi della vecchia fornace. Perché la preferenza per questa location, già amata da grandi scrittori e registi italiani e stranieri?
«Al di là del paesaggio, un aspetto imperdibile del Polesine è il territorio nella sua eccellenza naturalistica. E' una zona unica per epicità e bellezza, una scelta conseguente. La Bassa, il Delta del Po per certe caratterische secondo me è un territorio che non ha nulla da invidiare alla Louisiana. Adesso sto realizzando un fumetto horror ambientato nel Delta del Po, assieme ad uno dei più grandi disegnatori italiani, Alessandro Vitti. E un omaggio a Lovecraft, uno dei massimi scrittori di letteratura horror, anch'egli fu colpito dalla suggestione del grande fiume».