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Massimo Cuomo – Malcom

Autore: Mara Carotti
Testata: La Bottega di Hamlin
Data: 9 gennaio 2012

«Sono nudo, raccolto sopra la sedia di plastica della cucina. Un esile riflesso rosa che rimbalza sul metallo lucido del frigorifero. Riesco a intravedere lo scuro dei peli sul petto, del ciuffo tra le gambe, il contrasto della barba incolta, dei capelli neri appallottolati in una bolla unta di solitudine e malinconia».
 
In quest’autoscatto c’è Marcello Zanzini, il protagonista di Malcom, romanzo d’esordio di Massimo Cuomo, pubblicato da Edizioni E/O.
 
Quasi trent’anni, tradito dalla fidanzata, senza lavoro e con una casa che pian piano si svuota di mobili e ricordi, "Zan" si ritrova all’improvviso senza più nulla attraverso cui riconoscersi, definirsi, provare la propria esistenza. All’inizio del romanzo egli non è altro che il riflesso residuo e un po’ appannato di un uomo privo di spina dorsale. Scivolato in un’apatia che sembra non lasciare scampo, avrà l’inaspettata occasione di cambiare la propria vita in una calda domenica di Luglio.
 
In seguito all’incontro con un barbone e al ritrovamento di una sim card, Zanzini viene coinvolto da un misterioso personaggio di nome Malcom in una specie di "caccia all’uomo" che, attraverso nuovi incontri, nuove sensazioni e nuove libertà, lo allontanerà pian piano dagli schemi e dalle ipocrisie della sua vita precedente per trascinarlo verso una sorta di grado zero in cui finirà per inciampare anche in un nuovo se stesso.
 
Massimo Cuomo costruisce un romanzo che si apre progressivamente al lettore, il quale si appassiona sempre di più alla ricerca di Zanzini man mano che il protagonista ne rimane coinvolto e scopre insieme a lui nuovi indizi e informazioni, perfettamente inquadrati da un giorno e da un orario, in una temporalità ben definita e dinamica, in cui il procedere del presente si mescola ai frammenti di ricordi passati.
 
Lo scrittore, attraverso l’uso di uno stile ironico, asciutto, che non vuole perdere tempo, inchioda Zanzini alla sua (e nostra) contemporaneità. Il romanzo diventa una finestra sul presente, sulla solitudine e sul vuoto delle "anime perse" di un’intera generazione. Non è difficile identificarsi con "Zan", mentre chatta con gli amici su Skype, passa da un colloquio di lavoro all’altro, vende cose su ebay, esce con Tonno e Pino, gli amici di sempre.
 
Malcom racconta la formazione di chi, girovagando inconsciamente attraverso una vita preconfezionata, deve prima perdere tutto per poter ricominciare e per costruire un’esistenza autentica a partire dalla propria "nudità", realizzando che non può essere il sistema sociale in cui si è inseriti a definire l’individuo, bensì è l’uomo che, compiendo delle scelte, deve emanciparsene e capire quale e dove sia il proprio posto.