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Autore: Licia Ambu
Testata: Finzioni
Data: 20 gennaio 2012

La storia è più o meno in questi termini: Will insegna, Gilad impara, Marie diventa donna. Will è un professore con i contro fiocchi a cui piace promuovere il libero pensiero. Il figo della situazione, in pratica, in una scuola internazionale di Parigi: gente che va, gente che viene, figli di ricconi (per lo più diplomatici) che si imbarcano nell'impresa dell'apprendere. Il più coglione sa due lingue, tanto per darci uno standard.

Ma si dà il caso che la merce del prof. sia roba diversa, lui spaccia libri per incrementare il traffico di pensiero, colloca le seghe umane in uno spazio condiviso e sprona alla condizione di risveglio dell'essere. Già che siam qui, sembra dire, tanto vale far qualcosa. E giù a scomodarci Sartre e l'esistenzialismo e quel presenzialista di Amleto, ancora e ancora, meraviglioso Camus. No dico, capito? Arriva l'ora del suo seminario, tutti i discenti pronti con carta e penna mentre l'eletto dice figate fighissime. E nota bene, se ci sei scegli di esserci, se no aria. Ricetta: prendi un autore, leggi, agita e fatto: cos'è che voleva dirti? nella tua vita che diavolo rappresenta? Oh, Camus parlava con te bimbo!!! Fai non parlare, quel che vuoi quel che non vuoi, ciò che è e ciò che pensiamo sia (piccolo spam invisibile di copertina), un caos.

Poi gli altri due: Marie e Gilad. A turno, tutti ci raccontano pezzi di vita che si incrociano. Stesse storie, occhi diversi. Marie la sa lunga a senso pratico, diretta con la vita. Gilad, sparato da una parte all'altra del mondo alla velocità dei diplomatici, da solo vale il prezzo del libro. Nei dintorni studentesse impressionabili, corpo docente tossico e rivalità femminili pesanti. Finisce la scuola, si va in vacanza, inizia la scuola, arriva Natale, compiti a casa. Una si innamora, due si piacciono, uno mena e roba così. E tutti sono passibili di influenze derivanti dal loro e dagli altrui ruoli. Il professore che tutti se lo vedono in cattedra e non ci pensano che canta, mangia, si fa una birra e si innamora pure. Non è di carne lui pure? E lo studente diligente? Magari a casa è solo un figlio ignorato. Se poi uno è irlandese e irascibile, come l'alunno Colin, cosa mai potrà percepire da un corso di letteratura?

Tutte le nostre esperienze determinano il modo in cui faremo le altre esperienze. Una cosa del genere. Ogni persona vede il mondo in maniera un po' diversa. Quindi lo stesso dovrebbe essere vero per ciò che leggiamo. Immagino poiché leggere è un'altra esperienza.

Va beh, c'è anche Parigi e la neve un pochino.