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Jesse Browner – Tutto accade oggi

Autore: Marco Loprete
Testata: La bottega di Hamlin
Data: 12 gennaio 2012

Una festa, quella della ragazza più bella del liceo, alla quale sei invitato tuo malgrado, nonostante tu non conosca la tua ospite e non sia, in fondo, molto popolare. Ci vai, fantasticando narcisisticamente di avances esplicite da respingere, perché sei innamorato (segretamente) di un'altra, che veneri quasi come una dea, e la tua rettitudine t'impedirebbe di fare qualsiasi cosa possa arrecarle dolore. Eppure - sarà l'atmosfera, sarà per via di qualche drink di troppo – ben presto ti ritrovi coinvolto in un gioco di sguardi e parole non dette proprio con quella Lucy che chiunque, nella tua scuola, porterebbe volentieri a letto. E infatti a letto con lei ci finisci. Ma quando, all'alba, ti ritrovi a percorrere l'Upper West Side direzione Greenwich Village, diretto verso casa, il cuore è gonfio di lacrime. Ti senti un verme, una carogna. Era la ragazza sbagliata ed il momento sbagliato.
 
L'adolescenza è così: non perdona. Basta un'attimo, un istante, e ti ritrovi catapultato a tradimento nel mondo degli adulti. Quel fragile, fragilissimo equilibrio che t'eri costruito a fatica ti si sgretola sotto i piedi e quasi neppure te ne accorgi. Jesse Browner, con Tutto accade oggi, racconta proprio questo: del trapasso, quasi istantaneo, dall'età delle illusioni a quella della consapevolezza. Wes, il protagonista, si districa tra una madre malata terminale di cancro ed un padre fallito ed assente, confortato dall'affetto per la sorella minore, Nora, e dalla passione per la letteratura. Nonostante il peso delle responsabilità che grava sulle sue spalle, egli è ancora immaturo. Ne sono una riprova proprio i sentimenti che prova per Delia, beatificata come un esempio di purezza spirituale (è buddhista) a cui tendere incondizionatamente, anche plasmando la propria personalità. Non di amore si tratta, ma di un'infatuazione romantica dettata da uno sguardo “bovarista”, che interpreta la realtà sulla base di schemi letterari: il nostro eroe se ne accorgerà proprio dopo l'incontro con Lucy, che si rivelerà essere una ragazza dolce e sensibile, per nulla simile alla mangiatrice di uomini che viene dipinta.
 
Egocentrico come solo un adolescente può essere, Wes riflette, medita, elabora, ed i suoi pensieri ci accompagnano durante tutta la lettura, testimoniando tutta la problematicità dell'adolescenza e le ossessione che la anima: la percezione della vita, più che la vita stessa, e il modo in cui si crede di esser percepiti dagli altri, più che ciò che si è. Nel raccontare del travaglio interiore del giovane (e della sua momentanea ricomposizione), Browner non rischia: sceglie tonalità pastello, ma eccede con le metafore sino a risultare un po' stucchevole. Ne vien fuori un operina garbata ma non particolarmente brillante, anche a causa di una galleria di personaggi in fondo stereotipati. Peccato.