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Seconda postilla: Sabot/Age

Autore: Vito Santoro
Testata: Narrazioni
Data: 6 febbraio 2012

Da sempre Carlotto ha mostrato grande attenzione nei confronti di nuovi scrittori che si sono affacciati nel panorama del noir Mediterraneo. Attenzione confermata da questa nuova collana, Sabot/Age, nome dal significato ambivalente, visto che può essere letto come "sabotaggio", ma anche come "Era del Sabot", cioè lo zoccolo di legno che, ai tempi della rivoluzione industriale, veniva lanciato dagli operai negli ingranaggi delle macchine quando erano esausti. Del resto, proprio il collettivo di scrittori Mama Sabot aveva affiancato Carlotto nella stesura del romanzo Perdas de fogu. Ogni giorno – ha scritto il papà dell'Alligatore nell'articolo di presentazione della collana – siamo oggetto di balle colossali per farci stare buoni, per costringerci a credere che dobbiamo pagare la crisi perché in fondo è nostra, per obbligarci a ingurgitare cibo senza qualità, a respirare aria inquinata, a bere acqua inquinata, per inchiodarci a un'esistenza dove predomina la precarietà. Non c'è aspetto della nostra vita "sociale" che non sia infettata dalla menzogna. Addomesticare la verità non è una novità in questo Paese, in fondo ci siamo abituati a convivere con la menzogna e a non credere più a nulla. La negazione della verità è la negazione di un diritto fondamentale del cittadino e comporta una destrutturazione della realtà che espelle tutte le storie scomode, quelle che devono essere nascoste a ogni costo sotto il tappeto o tenute sottotraccia. Sono due i romanzi che hanno inaugurato la collana. Si tratta della Ballata di Mila di Matteo Strukul e di Lupi di fronte al mare di Carlo Mazza. Mentre Strukul riprende, a nostro avviso fuori tempo massimo, la strada del pulp, raccontando una storia di violenza e vendetta, che vede protagonista un'amazzone ricalcata sulle fattezze della Uma Thurman di Kill Bill, Mazza invece opta per un thriller dalla struttura classica, che ha per protagonista un carabiniere, il capitano Bosdaves, comandante della compagnia di Bari Carrassi, Carrassi. Il militare dell'Arma si trova a investigare su un atroce delitto privato. Ben presto però l'inchiesta si trasforma in un vero e proprio viaggio nel cuore di tenebra di una città dove ogni uomo è lupo all'altro uomo. Infatti quello descritto con grande abilità in questo romanzo è un vero e proprio Sistema pluristratificato: c'è il livello politico, quello finanziario, quello imprenditoriale, quello massmediatico e quello malavitoso fusi tra loro a costituire uno spregiudicato comitato d'affari. E poi c'è il livello dei balordi di strada, come Varechine e Cikkecciakke, coinvolti in giochi più grandi di loro. Naturalmente da ciò non può che venire in mente la Bari del malaffare e della cattiva politica, la Bari dell'incendio del Teatro Petruzzelli, della sanità privata dei Cavallaro, dei Tedesco e di Tarantini, la Bari delle escort e la Bari della stampa divisa tra deontologia professionale e complicità nei confronti dei potenti. Un vero e proprio inferno dunque. Un inferno di fronte al mare, retto da gruppi di potere costituiti per lo più da colletti bianchi, tra cui spicca Augusto Spadaro, spregiudicato avvocato di malavitosi e collettore di voti elettorali. È lui a dominare il consiglio d'amministrazione della Banca Normanno; è lui a favorire l'elargizione di crediti al colosso della sanità privata POSME, fallimentare polo sanitario meridionale diretto dalla spregiudicata Regina Malatesta, manager incline ad assumere nelle sue cliniche i raccomandati della politica e della malavita. Però la banca ha un nuovo padrone, tanto astuto quanto malato. È un francese di origini molfettesi, che intende riassestare l'istituto per poi venderlo al miglior offerente e quindi con i ricavi ottenuti procedere all'acquisizione di banche internazionali più importanti. È una trama complessa quella di questo romanzo, ben dominata da Mazza attraverso il ricorso a capitoli raccontati in terza persona – cioè in oggettiva, dove l'istanza narrante descrive le dinamiche del mondo della finanza e della politica, ma anche di quello della bassa malavita – alternati ad altri capitoli invece in soggettiva, dove è il protagonista Bosdaves a narrare di sé, della sua vita da neo separato, della sua visione disincantata della vita. E l'autore barese si dimostra particolarmente abile nel catturare il lettore dalla prima all'ultima pagina. Nelle sue mani il genere letterario del thriller viene ridotto a tecnica, a puro espediente: lo scrittore con questo romanzo sembra lanciarci un campanello d'allarme sulla deriva violenta del Sistema Bari, e più in generale del Sistema Italia. Leggendo le pagine di questo romanzo ci è venuta in mente una celebre pagina dell'Autobiografia del 1997 di Norberto Bobbio, in cui si definiva l'Italia «un paese tragico, nonostante che le nostre maschere, attraverso le quali siamo conosciuti dagli stranieri, siano maschere comiche: il servo contento e il padrone gabbato. Un paese tragico anche se la maggior parte degli italiani non lo sa o finge di non saperlo. O meglio, non vuole saperlo». E Mazza mostra appunto questa tragedia. Una tragedia che si determina quando un sistema di rappresentanza politica si trasforma in un sistema di relazioni di scambio tra poteri pubblici e interessi privati, per esempio, con la sistematica svendita di legalità, cui assistiamo in tutti i casi di dissipazione del territorio, dove si aggirano vincoli e controlli ambientali o, come leggiamo nel romanzo, quando si finanziano con fondi pubblici imprese speculative private, presentate come vantaggiose per lo sviluppo economico: e questo in cambio di consenso elettorale e di veri e propri trasferimenti in pecunia o in natura, dalle tangenti alla cosiddetta moneta vivente. Lupi di fronte al mare descrive un Sistema Bari in cui vengono meno quelle separazioni che dovrebbero essere l'essenza delle democrazie liberali, cioè le separazioni tra pubblico e privato, il controllo e l'impresa, la politica e gli affari. Un Sistema in cui si assiste alla sistematica erosione dei vincoli e dei limiti posti alle volontà delle maggioranze dalle moderne costituzioni. Un Sistema che celebra il tragico suicidio non solo della democrazia ma anche dell'istituzione Stato.