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Muriel Barbery: l’eleganza porta gioia

Autore: Viviana Musumeci
Testata: Mediaforum
Data: 15 aprile 2008

Prima del caso editoriale del 2007, Muriel Barbery aveva pubblicato “Une gourmandise” per Gallimard (tradotto da Garzanti, “Una golosità”), libro che si è aggiudicato il premio Prix Bacchus-Bsn. Poi però è arrivato “lui” con tutta la sua garbata e ironica eleganza, il riccio, ossia quel gioiello di libro che ha sbaragliato le vendite di tutti i bestseller francesi, raggiungendo quota 600.000 copie grazie al passaparola dei lettori e aggiudicandosi il premio Georges Brassens e il Rotary International. L’autrice di questo capolavoro è Muriel Barbery: classe 1969, attualmente vive in Giappone.

Cosa si prova a essere il caso editoriale dell’anno?

Sorpresa, incomprensione e gioia! Quando il libro è stato pubblicato, nel settembre 2006, pensavo che nessuno lo avrebbe letto e mi preparai a fare altro, in aggiunta all’insegnamento. Il fatto che il libro abbia incontrato il gusto dei lettori e che abbia superato le frontiere francesi mi stupisce e continuo a non spiegarmi ancora completamente quanto è accaduto. Sono comunque anche incredibilmente felice di questo destino imprevisto. Questo successo mi ha permesso di realizzare dei sogni, di vivere in Giappone di poter scrivere a tempo pieno.

Perché come location centrale del libro ha scelto Rue de Grenelle che nella realtà ospita la boutique Prada?

L’ho perché si trova in uno dei quartieri più chic di Parigi. Solo dopo l’uscita del romanzo mi sono recata per la prima volta nella via e ho scoperto la boutique. Nel romanzo, comunque, è tutto inventato e anche la strada non è connotata e non ha molta importanza.

Il personaggio di Renée in qualche modo ricorda quelli di Simenon?

Che io sappia è la prima volta che qualcuno avanza questo tipo di paragone. Ne sono onorata, ma non credo di aver pensato a Simenon di cui ammetto, con molta vergogna, di aver letto poco durante la stesura del mio romanzo.

E’ vero che dal libro sarà tratto un film? Ha partecipato alla stesura della sceneggiatura e cosa ne pensa?

Sì, ci sarà un adattamento cinematografico. Inizieranno a girarlo il prossimo autunno. Mi sono limitata ad apportare alcuni commenti alla sceneggiatura, niente di più. Libro e film sono due avventure diverse e lascio quindi lavorare in pace la giovane regista Mona Achache.

Ha inserito delle citazioni filosofiche per avvicinare il pubblico alla materia?

Devo fare una confessione: non penso mai al lettore, quando lavoro. La scrittura è un’attività intima, quasi segreta. Mi limito a seguire con la penna le mie sensazioni e i miei desideri. E’ proprio questo che rende l’esperienza della pubblicazione qualcosa di strano e complicato da vivere. Sono molto felice di essere letta, ma al contempo questa consapevolezza a volte mi dà persino fastidio.

Le passioni di Renée sono le sue?

In gran parte sì, anche se i personaggi romanzeschi permettono allo stesso tempo di prendere distanza rispetto a se stessi. Sono contemporaneamente molto lontani e vicini. Tuttavia la passione di Ozu per il cinema, l’amore per le nature morte olandesi, la ricerca della bellezza, la collera contro alcune forme di pensiero accademiche e l’amore per gli autori russi sono tutte passioni mie.

La trama

Parigi, rue de Grenelle numero 7. In un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia, la portinaia Renée - del tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente - assiste dalla sua guardiola allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità. All’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro: dodicenne geniale che, stanca di vivere, ha deciso di uccidersi nel giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale, osservando segretamente con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.