Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Esordienti grandi firme

Autore: Maria Simonetti
Testata: L'Espresso
Data: 14 gennaio 2011

Effetto Avallone. Dopo il successo della 26enne Silvia, che con il suo primo romanzo "Acciaio" (Rizzoli) ha vinto il premio Campiello Giovani 2010 e lisciato per soli quattro voti lo Strega, si è ufficialmente aperta la Caccia all'esordiente. Un libro discusso, "Acciaio", tacciato anche di superficialità e qualunquismo, ma che dall'estate scorsa e saldo in vetta aile classifiche. Tanto da spingere gli editori a cercare nuovi debutti femminili, e di età sempre piu giovane. È la carica delle "sorelline" di Avallone, tutte rigorosamente under 30: puro business o, come giurano gli editor, una scrittura nuova e una spinta creativa finalmente libera da ideologie e gabbie del passato? Non raccontano di se, del loro primo bacio o di Facebook, le nuove "avallonesse". Sono ragazze ubi que e poliglotte che amano girare il mondo, appassionate di storia antica ma attente alla nuova realtà dell'integrazione. Andiamo a conoscerle. L'esordio più sorprendente è quello di Viola Di Grado, 24 anni di Catania, che in "Settanta acrilico trenta lana" (edizioni e/o) squaderna un interno familiare inquietante. Orfana di padre - e precipitato in un fosso mentre era in macchina avvinghiato all'amante - Camelia vive con Ia madre a Leeds, Inghilterra, luogo tetrissimo e frigido dove piove e basta. L'appartamento e un set di paranoic e ossessioni: Ia madre, in pieno disfacimento, non vuole più uscire e fotografa buchi, nei muri come nei cibi o nelle tende, ha smesso di parlare e comunica con Ia lingua degli sguardi. Anche lei anoressica verbale, Camelia traduce manuali di istruzione per elettrodomestici e si veste con abiti tagliuzzati, storti, decapitati. Le parole sono più vive delle persone, in questa autoreclusione che assorniglia alla cantina dove si rinchiude il protagonista di "Io e te" di Niccolò Ammaniti (Einaudi), soprattutto gli ideogrammi cinesi di cui Camelia s'invaghisce quando incontra il ragazzo Wen, che vuole insegnarle Ia sua lingua. Per gli editor di e/o Viola Di Di Grado è «dark come Amelie Nothomb e provocante come Elena Ferrante». Paragoni un po' forti per una ventiquattrenne, forse. Ma di certo Ia scrittura di questa ragazza laureata in lingue orientali a Torino, che ha vissuto tra Cina e Giappone, attrae e cattura: fino alia non scontata conclusione, che assesta un duro colpo a chi pensava che il rapporto tra madre e figlia non fosse poi cosi morboso. Di famiglie disastrare parla anche "Le giostre so no per gli scemi" (Rizzoli) con cui debutta Barbara Di Gregorio, 29 anni di Chieti, laurea al Dams di Bologna e tanti lavoretti arrangiati da lavapiatti a cameriera. Sono per gli schemi, le giostre, perche al bambino Leonardo hanno portato via il padre, figlio di zingari che gira per i lunapark di paese con il suo ottovolante e che un bel giorno non e tomato piu. La mamma ha avuto un altro bambino, Chicco, rna anche lei non c'e mai perche passa Ia norte .e Da sinistra: Silvia Avallone; Viola Di Grado; Barbara Di Gregorio; Annalisa Maniscalco. Sotto: Lorenza Ghinelli a sbronzarsi sulle giostre. La vita quotidiana dei due ragazzini e francamente un pugno nello stomaco, con il piccolo Chicco bulimico e Leonardo che lo rinchiude in camera con due polpette fredde e un grumo di pure: fino al colpo di scena che a meta romanzo cerca di risolvere le cose. Tutt'altroregistro e quello scelto da Annalisa Maniscalco, nata a Cefalu 22 anni fa, laureanda in lettere a Roma eresidente a Parigi, che ha girato Ia Normandia in bicicletta e Ia Scandinavia in treno <<e in fin dei conti», si descrive, «sogno, come forse tutti, di tornare a casa ". n suo "Leversioni della mezza noce" (Giulio Perrone Editore) e teatrale e pirandelliano, con tre protagonisti che entrano ed escono in un gioco d'incastri, ognuno spiando e immaginando un pezzetto della vita degli altri da dietro le finestre o attraverso brevi incontri al semaforo e in panetteria: sono Ia ragazza che voleva essere un'ombra, il ritrattista con l'impermeabile e Ia donna anziana avvinta alia catenina che porta al collo.

Certo stupisce che telni come la fobia sociale e la matemità malata facciano parte del bagaglio culturale di scrittrici cosi giovani. Per fortuna, oltre alia passione di scappar via in terre lontane, hanno anche un altro amore in comune: quello per Ia storia. L'an- ~ no scorso si grido al caso editoriale per l'esordio della diciannovenne Francesca ~ Petrizzo, studentessa di storia a Oxford e vincitrice del premio "Scrittore toscano dell'anno" con "Memorie di una cagna" (Frassinelli), protagonista Elena di Troia e Ia sua verita. Oggi Dafne Amati, 23 anni di Savona, studi di filosofia a Milano e una biblioteca ricca come quella di un docente universitario, debutta con un progetto ancora piu ambizioso: il suo "Rex" (Rizzoli), storia di Romolo e Remo, e solo l'inizio di una trilogia ancora top secret. Esultano alIa Rizzoli, che ha pochi titoli storici in catalogo rna e intenzionata, dopo !'exploit di Amati, a inaugurarne una serie. Perche "Rex", pur con una scrittura di genere, avvince: in un Lazio ancestrale e incantato, tra Ie boscaglie intricate e i tratturi soleggiati di Saturnia Settemonti, il quarrier generate dei Quiriti, si snodano le vicende del pastore Remo e del fratello bandito RomoIo, destinati a fondare Ia citta che governerail mondo. Nella corsa agli emuli di Paolo (Giordano, au tore dell' ormai long seller "La solitudine dei numeri primi") e di Silvia (Avallone), vale tutto. Anche dar fondo ai cassetti. Cosi l'editore Giulio Perrone rilancia Ia ventiquattrenne Uaria Rossetti di Lodi, autrice nel2009 di "Tu che te ne andrai ovunque", storia di integrazionetra !'anima musulmana, con Ie sue regole e costrizioni, e quella occidentale. Anche qui tre protagonisti spaesati su cui spicca Nicola Ortis, professore che stila elenchi intitolati "Cose che non capisco" ben prima di Fabio Fazio e del suo "Vieni via con me", e che una mattina in classe appicca il fuoco ai libri, sentendosi poi molto meglio. Infine, se Einaudi- Stile Libero sta lavorandoall' esordiodi Giulia Besa, romana di 21 anni, studentessa di Giurisprudenza di cui uscira ad aprile "Numero sconosciuto", thriller psicologico tutto giocato a col pi di sms, Longanesi annuncia Ia nascita della "Patricia Cornwell italiana": e Alessia Gazzola, 27 anni di Messina, anatomopatologa, autrice del legal thriller "L'allieva". Protagonista Alice Allevi: diventera Ia nuova Key Scarpetta? •