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Morte di un biografo

Autore: Bruno Arpaia
Testata: Satisfiction
Data: 22 febbraio 2012

Morte di un biografo è una ragnatela di storie. Una ragnatela “boccaccesca”: perché non manca l’erotismo; e perché, al posto della Firenze assediata dalla peste, c’è una Gerusalemme sferzata dalla guerra. È lì, nella Città Santa, in un futuro non troppo lontano, tra obici e granate, che si svolge il congresso di biografi a cui è inopinatamente invitato un anziano scrittore colombiano in disarmo, convalescente da una grave malattia. Ed è lì che personaggi variopinti (un’attrice porno di sinistra, un poeta francese ansioso di riconoscimento mondiale, un monaco guerriero, e via di questo passo…) raccontano le loro storie. Diversissime, ma attraversate da una temperatura comune. Diversissime, ma tutte gravitanti come pianeti attorno a quella di José Maturana, ex malvivente latino a Miami, diventato poi aiutante di una specie di Messia palestrato, fondatore di un’equivoca Chiesa troppo simile a una setta. L’apocalittica storia del pastore culmina in un suicidio teatrale, tanto teatrale che il protagonista dubita si tratti di un vero suicidio. E indaga. E nonostante la mia diffidenza verso le “storie nelle storie” o i “racconti in cornice”, Gamboa domina così bene il ritmo narrativo e i registri del linguaggio, schiva con tanta abilità i pericoli e gli scogli della trama, racconta con tanta lucidità, ironia e trasporto, ci trasmette così bene la sensazione di angoscia per un mondo avviato verso l’autodistruzione, che non mi sono riuscito ad annoiare nemmeno un istante.