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Tom Perrotta e gli svaniti nel nulla

Autore: Antonella Sbriccoli
Testata: bol.it
Data: 1 marzo 2012

Stai guardando un video su Youtube insieme a un amico. Ti concentri sullo schermo, poi ti volti verso di lui, ma è sparito. Pensi che si sia allontanato un momento, lo chiami, lo cerchi. Ma è davvero scomparso, e non lo rivedrai mai più.
Immagina che nello stesso giorno in cui è scomparso il tuo amico siano svanite milioni di persone, di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali possibili, in tutto il mondo. A giustificare questo evento non ci sono catastrofi, guerre, incendi, epidemie, tsunami, non c’è un 11 settembre con vittime e carnefici. E’ successo, non si saprà mai il perché. E quelli che restano, gli “avanzi” del genere umano (il titolo originale di questo libro è proprio The Leftovers, i “residui”) si trovano a dover far fronte a quest’evento, ognuno come può:  c’è che si affida al potere salvifico dei guaritori, chi cambia radicalmente il suo modo di vivere, chi abbandona tutti per entrare in comunità di “colpevoli sopravvissuti”, in cui il sentirsi in colpa per “essere rimasti” diventa fanatismo cieco. Il senso delle cose sembra scomparso. Eppure il mondo va avanti, come se nulla fosse accaduto.
Svaniti nel nulla è l’ultimo libro di Tom Perrotta. Di questo romanzo Stephen King ha scritto che si tratta del “miglior episodio di Ai confini della realtà che abbiate mai visto”. E lo è davvero. Se ne è accorto anche il New York Times, che lo ha inserito fra i 100 libri più belli del 2011.
Ad amplificare la portata della sparizione collettiva c’è la profezia biblica a cui Perrotta si è ispirato, conosciuta come il Rapimento, piuttosto popolare in USA, tanto che secondo alcuni predicatori americani “the Rapture” avrebbe dovuto compiersi il 21 maggio 2011, catapultando i fedeli di Cristo direttamente in cielo. Perrotta è bravissimo a far entrare il lettore nel mondo degli “avanzi umani” che restano. Conosciamo le storie degli abitanti di Mappletone, piccola cittadina del New Jersey e in particolare quelle dei componenti della famiglia Garvey – Kevin, Laurie ei loro due figli, Tom e Jill. Nessuno di loro è stato rapito. Assistiamo alla dissoluzione di ogni loro legame e all’analisi profonda delle loro ansie, delle loro debolezze, con certezza crescente che nulla di più tremendo potrebbe capitarci nella vita reale. La lettura scorre via veloce fino all’ultima pagina, senza soluzioni e senza assoluzioni. Al punto che, quando sono arrivata alla fine, ho temuto che il libro potesse svanirmi tra le mani