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Ho giocato a fare Dio (con il Pap)

Autore: Enrica Brocardo
Testata: Vanity Fair
Data: 29 febbraio 2012

È stato come fare la comparsa in un film di Brad Pitt Tom Perrotta quando gli chiedo di raccontarmi della sua candidatura agli Oscar 2007 per la sceneggiatura di Little Children. Cinquant'anni, nativo del New Jersey (ma la famiglia di suo padre è italiana, originaria della provincia di Napoli), Tom Perrotta è uno degli scrittori più amati dallo show business. Election, il film che Alexander Payne aveva tratto dal suo romanzo, era stato già candidato a un Oscar nel2000 (come migliore adattamento cinematografico) e un altro suo libro, L'insegnante di astinenza sessuale, dovrebbe diventare un film diretto dai due registi di Little Miss Sunshine. Inoltre, i diritti del suo ultimo romanzo, Svaniti nel nulla (e/o, pagg. 352, € 19), appena pubblicato in Italia, sono stati acquistati dal canale HBO, che ne farà una serie Tv. Perrotta immagina che milioni di persone siano scomparse dalla faccia della Terra e racconta la vita, a tre anni di distanza, di alcuni dei sopravvissuti.

Come le è venuto in mente?
«Mentre lavoravo al mio libro precedente, più volte sono incappato in questa teoria del "rapimento" diffusa fra alcuni protestanti e, secondo la quale, i fedeli andranno in Paradiso mentre gli altri resteranno sulla Terra a soffrire per altri sette anni fino alla fine del mondo».
Nella sua storia, però, qualcosa non va secondo i piani.
«La gente scompare senza una logica, cristiani e no, e nessuno riesce a capire se il rapimento è stato un premio o una punizione».
All'inizio lei fa anche una lista di celebrity scomparse: Jennifer Lopez, Adam Sandler, Putin, il Papa. Sono quelli di cui si sbarazzerebbe volentieri? Ride.
«Mi sono divertito a interpretare la parte di Dio».
Il 2012 dovrebbe segnare la fine del mondo. Di nuovo, visto che di previsioni ne sono già state disattese parecchie. Perché questa ossessione per l'Apocalisse?
«Credo abbia a che fare con il desiderio naturale di sapere come finisce una storia e con l'egoismo umano: è bello pensare che la nostra morte e la fine di tutto coincidano ».