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I ferri degli editori

Autore: Maria Serena Palieri
Testata: L'Unità
Data: 28 ottobre 2011

Sandro Ferri, fondatore con Sandra Ozzola della casa editrice e/o, pubblica in formato e-book e cartaceo un pamphlet dubitativo e appassionato dal titolo I ferri dell'editore in cui si confronta con la rivoluzione digitale. Ci sarà posto per l'editore nel regno del «libro nella sua forma di puro testo»? si chiede. È bella questa definizione del libro, liberato da carta e cartone di pagine e copertina, liberato dall'inchiostro, ma anche dal contorno che l'acquirente non vede, tanto per dirne qualcuna le copie in magazzino, la lotta sugli scaffali delle librerie, le copie imbustate e mandate ai recensori. Ferri, pur usando una definizione che può non dispiacere ai «digitali puri», si confronta con un cambiamento che colpisce due volte gli editori come lui: primo, perché seppure la sua e/o sia su Bookrepublic, la piattaforma digitale che per prima ad agosto 2010 ha offerto ebook italiani, fabbricando libri da più di un trentennio è chiaro che ama fisicamente carta, cartoncino e inchiostro; secondo, perché come tutto ciò che avviene in Rete la rivoluzione del formato è accompagnata dall'idea (di molti) che essa debba comportare anche una presa del potere totale e democratica da parte di autori e lettori. Contro chi? Chi fino qui ha «mediato»: agenti, critici, librai e in primis gli editori. Ferri ha un dubbio: teme che piuttosto azzerare queste tradizionali mediazioni tra chi scrive e chi legge comporti amplificare una logica già in corso, cioè aumentare la confusione dei lettori e incrementare la tirannia dei best-seller. Da parte sua, ci spiega in modo appunto dubitativo ma appassionato cosa significhi fare l'editore. Come lui e Sandra Ozzola cominciarono a fine anni 70, cercando autori dell'Est con l'aiuto di Milan Kundera e come lo fanno oggi che e/o ha costole a New York e in lingua araba. Un piccolo libro da leggere.