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“Svaniti nel nulla” di Tom Perrotta: cosa accadrebbe se sparissero milioni di persone?

Autore: Davide De Caroli
Testata: Panorama.it Libri
Data: 13 marzo 2012

Stephen King lo ha definito “semplicemente, il miglior episodio di Ai confini della realtà che abbiate mai visto”. Stiamo parlando di Svaniti nel nulla (Edizioni E/O), ultimo romanzo dello scrittore e sceneggiatore Tom Perrotta, il Chechov americano secondo il New York Times.

La storia ruota intorno a una premessa thriller-fantascientifica: nel mondo, un bel giorno, spariscono improvvisamente milioni persone. Donne, uomini, vecchi, bambini; cristiani, musulmani, induisti e buddhisti. Non sembra esserci regola né discriminante, benché siano in molti a credere nel compimento del Rapimento biblico. Una elemento appare chiaro: gli scomparsi non torneranno mai più.

Chi si aspetta l’ennesima variazione sul tema “Apocalisse” (magari con alieni annessi) ha però sbagliato indirizzo. Perrotta utilizza infatti l’espediente fantastico per disegnare un romanzo profondo e crepuscolare, che non insegue colpi di scena mozzafiato, ma sceglie di scavare nell’intimo di coloro che, scampati alla tragedia, tentano di sanare il grande dolore rimasto.

Lo smarrimento cosmico di Svaniti nel nulla trova così la sua perfetta dimensione narrativa all’interno della comunità di Mapleton e in particolar modo nella famiglia Garvey, le cui paure, passioni e debolezze diventano lo specchio di un’umanità che, nonostante tutto, prova a guardare ancora con speranza al futuro.

Perrotta, nato nel New Jersey ma di chiare origini italiane (i nonni paterni provenivano da un paese vicino ad Avellino), è divenuto famoso nel 2004 grazie al libro Little Children (Bravi bambini in Italia), da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Todd Field.