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Nanoparticelle e veleni: l’ultimo romanzo di Massimo Carlotto

Autore: Cristina Leti
Testata: Eumagazine.it
Data: 22 dicembre 2008

In “Perdas de Fogu” corruzioni e vendette, il gioco dei ricatti e delle rese dei conti legate al business della produzione bellica. Un romanzo-inchiesta ambientato in Sardegna e scritto insieme ai Mama Sabot

Afferma di avere molti maestri ma ovviamente rispetto al genere, quello che più è riuscito a capire l'importanza di raccontare la realtà italiana attraverso il romanzo poliziesco, è senz'altro Loriano Macchiavelli. Da tempo poi, o meglio da un bel po' di romanzi, dichiara la sua appartenenza al Noir Mediterraneo che non è mai diventato fenomeno ne' tantomeno movimento, ma che piuttosto, come è lui stesso ad affermare «è una percezione, un senso di appartenenza di un punto di vista che ha privilegiato mescolare l'indagine al romanzo». Massimo Carlotto, uno dei nostri migliori scrittori d'esportazioni (tradotto in ben quattro lingue: inglese, francese, spagnolo e tedesco), torna in libreria con un romanzo d'inchiesta contemporaneo, che denuncia i giochi sporchi fatti in ambienti politici e militari che finiscono per danneggiare la salute di persone e animali. Per l'occasione Carlotto, che non ha mai disdegnato la collaborazione di nessuno e che frequentemente con la sua scrittura ha intrecciato forme e generi diverse, dal teatro (Terre, Cristiani di Allah...) alla graphic novel (Dimmi che non vuoi morire, Tomka, Arrivederci, amore ciao e L'ultimo Treno) dalla musica (Il Blues nell'Alligatore...) al cinema (Il Fuggiasco e Arrivederci, amore ciao), divide la scena e l'impegno civile con un gruppo di scrittori sardi riuniti sotto la sigla Mama Sabot (Francesco Abate, Ciro Auriemma, Alessandro Castangia, Marcella Catignani, Michele Ledda, Andrea Melis, Piergiorgi Pulisci, Vincenzo Saldì e Renato Truffa).

In Perdas de Fogu, dallo stesso nome del paesino che ospita la base di Salto Quiritta, i militari sono impegnati in esercitazioni belliche che provocano la fuoriuscita di nanoparticelle letali. Gli effetti dell'inquinamento sono indagati dalla giovane veterinaria Nina che studia le conseguenze sui corpi degli agnelli morti avvelenati. Pierre Nazzari, disertore ricattato dai servizi segreti, è costretto suo malgrado a spiare Nina da un comitato d'affaristi locale. Sullo sfondo corruzioni e vendette, il gioco dei ricatti e delle rese dei conti: Nina e Pierre non sono altro che minute pedine di un sistema malato, inghiottiti nel turbinio di una società sporca e senza speranza. Dopo la scomparsa del giornalismo d'inchiesta, che aveva generato non solo nel nostro paese un fitto dibattito tra gli autori e il pubblico, la maggioranza degli scrittori di genere ha scelto di raccontare altro e di evitare di misurarsi in questo terreno. Non Carlotto però, che gratta la crosta dell'ipocrisia, fotografa le profonde trasformazioni sociali, sviluppa e sperimenta, racconta con la sua scrittura veloce e secca e senza mezzi termini, i crimini e le perversioni che vengono consumati a nostra insaputa (o finto tale) quotidianamente.