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MAFIA IN BLUES

Autore: Bruno Arpaia
Testata: D / La Repubblica delle Donne
Data: 27 aprile 1999

Maltrattatissimi, gli scrittori italiani. "Pigri, presuntuosi e autistici" li ha chiamati Massio Gramellini sulla Stampa, perché, secondo lui, invece di vivere preferiscono leggere, architettando romanzi poco aderenti alla realtà. Ma sono giudizi viziati dalla pigrizia del lettore Gramellini. Ormai non è difficile trovare in libreria un folto gruppo di autori italiani capaci di ambientare le loro storie nel tessuto vivo e di costruire plot all'altezza degli stranieri. Di questo gruppo di scrittori Massimo Carlotto fa sicuramente parte. Per scrivere Nessuna cortesia all'uscita, Carlotto deve aver letto le carte del processo alla Mafia del Brenta e dimostra di conoscere una certo Nord Est, quello della ricchezza improvvisa e del lavoro nero vissuto come religione, quello in cui si muovono giudici spregiudicati, carabinieri corrotti e pentiti inaffidabili, quello di una malavita sempre più organizzata e delle nuove mafie orientali.

E' in questo scenario che agisce l'Alligatore, già protagonista di altri due romanzi di Carlotto. Marco Buratti è un investigatore sui generis, un detective che ascolta il blues, beve come una spugna e usa anche mezzi illegali. Diventato inconsapevole strumento del boss mafioso, l'Alligatore non rinuncia alla sua idea di giustizia. Così in squadra con un anziano contrabbandiere, affronta un gioco sempre più sporco. Un intreccio ben congegnato, frequenti spaccati sociali, scrittura veloce e battute taglienti. Un ottimo noir.