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Il confidente di Carlotto

Autore: Valerio Calzolaio
Testata: Il Salvagente
Data: 16 novembre 2006

Le Alpi - il Mediterraneo. Giugno 1940 - maggio 2006. Beniamino Rossini è un personaggio letterario realmente vissuto. In cinque romanzi pubblicati nell’ultimo decennio fa il duro braccio armato dell’investigatore irregolare soprannominato Alligatore. Era amico dell’autore, si erano conosciuti nel 1986 in carcere a Padova. Poi l’anno scorso gli hanno diagnosticato tre inguaribili cancri al fegato, ha chiesto all’amico di raccogliere le proprie memorie in modo più sistematico e di trarne un bel romanzo. Operazione riuscita. Con poche strofe di prologo ed epilogo, Massimo Carlotto (La terra della mia anima, edizioni e/o 2006, pag. 161 euro 15) ha realizzato un’asciutta biografia letteraria in prima persona, alternando il racconto della vita di ieri a corsivi di pensieri con l’anima di oggi.

Beniamino nacque a Milano e vi trascorse l’infanzia, povera e affamata, in una famiglia di comunisti, la madre domestica, padre e fratelli in armi, sorella in Germania, ritrovatisi con la pace, padre guardia notturna e madre iscritta al PCI e militante. Lasciata la scuola e ammalatosi di tubercolosi, trascorse quattro anni in sanatorio a Torino finché i genitori si trasferirono quasi in Svizzera a Ponte Tresa, 22 km da Varese. Fece il garzone prima di diventare contrabbandiere di sigarette e caffè, spallone con bricolle, duro e rischioso, socialmente accettato, subalterno alle multinazionali del tabacco, estraneo alla vera criminalità, remunerativo se ripensato con fantasia (lui “Diabolik” provò aereo e elicottero, maiale sottomarino e barca per slot machine, oro, pellicce). Imparò anche a leggere libri, fece un figlio segreto, si mobilitò spesso per il partito, si sposò e comprò una fiaschetteria prima per la madre poi per la moglie. La crisi petrolifera del 1973 provocò svolte. Dall’inizio del 1975 Beniamino fu costretto a collegarsi da indipendente alla malavita vera, organizzata e violenta, contrabbandando prima sigarette, poi pietre whisky e hashish, infine jeans e cassette pornografiche nei porti dei tre continenti del Mediterraneo.

Conobbe ferite e galere, tradimenti e vendette. Riuscì a tornare, per quattro anni divennero venditori ambulanti. Seguirono rapine ed entraineuses, la Croazia, il basista, quasi 15 anni in una decina di carceri. Finì di vivere vicino Belluno, assistente vetraio e dirigente sportivo. Le terre della sua anima sono state la frontiera di montagna, il mare, la squadra di hockey, con colonna sonora di Ricky Gianco. Capiamo qualcosa di comunisti e ribelli (bene), crimini e pene (male). Segnalo Ingrao (pag 48) e Castelli (pag 69). Consigliato anche l’intelligente spettacolo di musica e parole, parallelo al libro: alla casa del jazz, pochi hanno riconosciuto gli Area.