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La maledizione del dio del fiume

Autore: Valerio Calzolaio
Testata: Milanonera
Data: 22 marzo 2012

Bamako e Kokri. Febbraio. Ci sono segreti che è meglio non cercare di svelare. Sono segreti culturali, irresponsabilità sociali, paure ancestrali, chi indaga dovrebbe credere e basta, o per finta o per cultura o per rispetto della maggioranza. Il fatto è che l’onesto testardo coraggioso Habib Kéita, commissario capo della squadra anticrimine della capitale, conosce un poco di segreti irresponsabilità paure di più culture, di più società, di più progenitori. Nato a Fana, cresciuto a Ségou, discende dalla stirpe dell’imperatore fondatore della grande etnia dei mandingo, ricchi importanti studi dai bianchi in Francia, ha una cheta discreta moglie tradizionale e tre cari giocosi figli. L’erede prediletto è il giovane collaboratore ispettore Sosso, fidanzato della bellisima Atita. I due si fanno sempre matte risate sui mali del Mali, ma sbagliano a non prendere sul serio gli abitanti del fiume,i Bozo, che credono nell’unico dio delle acque, Maa il Lamantino. E’ nel borgo di pescatori che vengono trovati uccisi il saggio vecchio capo villaggio e una delle sue tre spose (successive). C’erano presagi. Un fulmine?, un colpo?, un coltello? Per lei?, per entrambi?, chi può dirlo? Cercano dati, prove, fatti… trovano credenze leggende verità (da Adama e Hawa). Habibou non sa che pesci prendere (dal Djoliba Niger) e come darsi pace (dai colpevoli). E Sosso rischia la vita. Straordinaria serie nigger noir nera per il 69enne grande Moussa Konaté (“La maledizione del dio del fiume”, e/o 2010, pag. 157 euro 16,50; orig. 2009, trad. Valeria Malatesta), in terza varia, quasi sempre sui due poliziotti. Si ride.